Jorge Martin, 23 anni, sul gradino più alto del podio di Stiria mentre festeggia la sua prima. vittoria in MotoGp
Jorge Martin, 23 anni, sul gradino più alto del podio di Stiria mentre festeggia la sua prima. vittoria in MotoGp
di Riccardo Galli Vince la Ducati. Ma non è quella di Bagnaia che sabato aveva fatto sognare. E neanche quella di Miller, bravo e caparbio, ma che a una decina di giri dalla bandiera a scacchi del Gp della Stiria, è andato giù ed è stato costretto a rientrare ai box a piedi. Ma è con il fuoco e con il brutto incidente che ha spedito Aleix Espargaro all’ospedale che inizia la tappa numero uno del Motomondiale in Austria (domenica si replica). Tre giri e alla curva più pericolosa e difficile del tracciato, Pedrosa perde la sua Ktm, la moto rimane al centro della pista ed è centrata dall’Aprilia di Savadori. E’ l’inferno. La Ktm s’incendia, la benzina scorre sull’asfalto e si accende l’inferno. Inevitavile la...

di Riccardo Galli

Vince la Ducati. Ma non è quella di Bagnaia che sabato aveva fatto sognare. E neanche quella di Miller, bravo e caparbio, ma che a una decina di giri dalla bandiera a scacchi del Gp della Stiria, è andato giù ed è stato costretto a rientrare ai box a piedi.

Ma è con il fuoco e con il brutto incidente che ha spedito Aleix Espargaro all’ospedale che inizia la tappa numero uno del Motomondiale in Austria (domenica si replica). Tre giri e alla curva più pericolosa e difficile del tracciato, Pedrosa perde la sua Ktm, la moto rimane al centro della pista ed è centrata dall’Aprilia di Savadori. E’ l’inferno. La Ktm s’incendia, la benzina scorre sull’asfalto e si accende l’inferno. Inevitavile la bandiera rossa, l’interruzione della gara e uno squadrone di vigili del fuoco e addetti ai lavori per pulire il tracciato.

Va male a Savadori. Costretto a rientrare al box e poi alla clinica medica di Zeltweg in barella. C’è paura, la paura di un’altra domenica terribile, ma il pilota Aprilia riesce ad alzarsi e presentarsi dal medico da solo. Brutto comunque il risultato della radiografica: frattura del malleolo destro e intervento chirurgico d’urgenza. Savadori salterà la gara di domenica con l’obiettivo di tornare in pista al Gp d’Inghilterra, a Silverstone, a fine mese.

La gara. Vince la Ducati, dicevamo, ed è quella targata Pramac e qui la storia si fa bella e tutta raccontare. Già, perché a prendersi il gradino più alto del podio è stato Jorge Martin, alla prima stagione in MotoGp e che in Austria ha conquistato la sua prima vittoria in questa categoria. Una zampata violenta, quella del giovane spagnolo della Ducati. Anzi, una doppia zampata dopo la pole di sabato, a conferma delle qualità di un pilota che in Ducati e in Pramac considerano un talento assoluto.

Martin ha vinto, un centinaio di giorni dopo (113 per l’esattezza) il bruttissimo infortunio al Gp del Portogallo. Un impatto micidiale con la realtà della MotoGp. Ma Martin – raccontano Paolo Campinoti, numero uno del Team Ducati Pramac e Francesco Guidotti, il team manager – è uno che "ha il manico" e che ha un potenziale incredibile per diventare uno dei protagonisti della nuova MotoGp.

"Penso di essere nel posto giusto – sono state le prima parole del pilota Pramac –, la moto è fantastica e si adatta al mio stile. Non ho dovuto cambiare niente e per questo riesco ad ottenere questi risultati. Sicuramente sono tra i pochi che hanno vinto nell’anno di esordio e questo impressiona".

Poi una dedica e un ricordo toccante. Martin è un pilota cresciuto alla scuola di Fausto Gresini. Il ’suo’ maestro Fausto che ieri, vedendolo sul gradino più alto del podio in MotoGp avrebbe sorriso e pianto.

"Mi sarebbe tanto piaciuto che Gresini vedesse questo momento – ha concluso – perchè lui ha avuto fiducia in me e mi ha dato un’opportunità quando stavo per andare a casa. Spero che adesso sia in pace e che abbia visto da lassù questo mio risultato".

Gara perfetta quella di Martin, accompagnato sul podio dal campione del Mondo, Mir e da Fabio Quartararo che, vista la giornata deludente degli avversari diretti nella caccia al titolo, ha incassato punti preziosi per allungare e trasformarsi nel ruolo di favorito al titolo.

Male Pecco Bagnaia che non si nasconde: "Sono molto arrabbiato", prima di far suonare l’allarme nella corsa al titolo. "Non riusciamo a finalizzare il duro lavoro che facciamo – dice Pecco – nel preparare i weekend perché siamo stati veloci in molte piste ma non riusciamo a raccogliere i risultati. La lotta per il titolo? Era già dura prima, ma dobbiamo comunque provarci".