Carlos Sainz Junior, 26 anni: suo il primo podio stagionale della Ferrari
Carlos Sainz Junior, 26 anni: suo il primo podio stagionale della Ferrari
di Leo Turrini Dal paradiso all’inferno. Con un epilogo che ha un po’ il sapore del purgatorio. Perché il secondo posto di Carlitos è bellissimo. Ma la rinuncia di Carletto è dolorosissima. A Montecarlo la Ferrari non si risparmia nulla. In una frenetica successione di eventi, che val la pena riepilogare con tentativo di spiegazione. "Okay". Ieri mattina meccanici ed ingegneri avevano tirato un sospiro di sollievo. Le ultime verifiche avevano sollevato lo spirito di Leclerc: il cambio...

di Leo Turrini

Dal paradiso all’inferno. Con un epilogo che ha un po’ il sapore del purgatorio. Perché il secondo posto di Carlitos è bellissimo. Ma la rinuncia di Carletto è dolorosissima.

A Montecarlo la Ferrari non si risparmia nulla. In una frenetica successione di eventi, che val la pena riepilogare con tentativo di spiegazione.

"Okay". Ieri mattina meccanici ed ingegneri avevano tirato un sospiro di sollievo. Le ultime verifiche avevano sollevato lo spirito di Leclerc: il cambio tiene, nonostante il Gran botto del sabato. Il padrone di casa partirà Dalla pole!

Il dramma. E invece. Invece, durante il giro di riscaldamento, la Ferrari di Carletto all’improvviso rallenta. Il pilota porta le mani sul casco. In un gesto di disperazione e di resa.

L’agonia. Ci sarebbe tempo fino alle 14,30 per sistemare le cose. Ma i segnali sono negativi. In fretta si capisce che per Leclerc il Gp di Montecarlo è già finito. John Elkann e il Principe Alberto si precipitano a consolarlo.

"Colpa mia". Distrutto nel morale, Carletto non si tira indietro davanti alle responsabilità . "Mi dispiace enormemente e per qualche tempo non dimenticherò questa delusione – racconta –. Onestamente è colpa mia, non dovevo andare a sbattere sabato. Ho sbagliato ma stavo tirando per difendere la pole. Non ho certezze su cosa si sia guastato, credo dipenda dall’incidente...".

La causa? Intanto impazza la caccia al motivo del fiasco. C’è chi pensa che la Ferrari non doveva correre il rischio, meglio sostituire il cambio già da sabato e accettare la retrocessione di Leclerc in terza fila. Ma è senno di poi, troppo comodo.

Binotto. Per di più, a corsa finita, Mattia Binotto non esclude che la causa non sia da attribuire al cambio. "Dobbiamo completare le indagini con calma – spiega il capo del reparto corse –. Qualcosa non ha funzionato nell’area del semiasse sinistro, vedremo. Ci resta una sensazione di amarezza, abbiamo perso una grande opportunità, l’auto qui era molto competitiva e lo dimostra il secondo posto di Sainz, che è stato bravissimo".

Carlitos. Ma lo spagnolo non è contento. È il primo podio per lui con la Rossa, eppure...

"Giovedì avevo detto che potevo vincere e lo confermo a maggior ragione ora – spiega –. Non sono contento, no. Sabato l’incidente del mio compagno mi ha impedito di fare un tempo migliore, potevo ottenere la pole...".

E insomma è andata così, in un viaggio vagamente assurdo dal paradiso all’inferno. Con traguardo... in purgatorio!