Mattia Binotto (LaPresse)
Mattia Binotto (LaPresse)

Maranello (Modena), 19 novembre 2019 - Il grande freddo. A dispetto di dichiarazioni, messaggi scambiati sul cellulare eccetera, molto resta da chiarire tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc.
Ovviamente i vertici Ferrari, dal presidente John Elkann in giù, non hanno gradito quanto accaduto sulla pista di Interlagos. Il numero uno del Cavallino è fedele al motto “Prima la squadra” e si riconosce nelle parole pronunciate da Mattia Binotto alla fine del Gran Premio del Brasile.

Il capo del reparto corse ha spiegato con franca fermezza ai due piloti che non saranno tollerate repliche. La Ferrari non drammatizza oltre misura, la storia insegna che certe cose possono capitare. Ma c’è un limite che non deve essere valicato.
Nei giorni che portano al Gran Premio di Abu Dhabi, ultima tappa di una stagione che non è tutta da buttare, ci saranno nuovi incontri tra i... duellanti. Obiettivo di Binotto è ricostruire un minimo di fiducia reciproca. Non sarà semplice, perché l’elenco degli equivoci e delle incomprensioni è ormai troppo lungo.

Eppure, non ci sono alternative. Non tanto guardando all’immediato, i verdetti 2019 sono già stati scritti. Ma nel 2020, confidando di avere una vettura competitiva per il titolo, la Ferrari non può permettersi di avere in casa due piloti in perenne dissidio tra loro. O vogliamo continuare a far godere Hamilton e Verstappen?