Giuseppe Tassi

Spareggi. Belfast conferma il suo alone maledetto per l’azzurro. L’Italia di Mancini non sfonda il muro verde dell’Irlanda del Nord e perde il primo treno per i mondiali in Qatar. Resta socchiusa l’insidiosa porta degli spareggi, che già nel 2017 ci costò una clamorosa eliminazione contro la Svezia.

E un’ involuzione pericolosa quella della Nazionale del Mancio, un impensabile salto indietro. Contro un’Irlanda puntuale in difesa ma decisamente modesta nel palleggio e nella costruzione gli azzurri non trovano il gol, denunciano un pericoloso nervosismo e soprattutto abdicano alle loro doti migliori: rabbia, concentrazione, aggressività, velocità di palleggio e smarcamento rapido.

È proprio questo brusco cambio di personalità, questa magia perduta nel vento, e mai più ritrovata, che rende temibile e complicata la roulette degli spareggi, un minitorneo previsto a marzo prossimo.

Difficile, dopo Belfast, pensare a una resurrezione immediata a un pieno recupero dell’Italia europea. Solo lo spirito indomito di Chiesa tiene in piedi le ultime speranze in terra d’Irlanda con il baby Scamacca buttato in campo all’ultimo tuffo. Ma lo spirito vincente resta un ricordo lontano.

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