Leo Turrini

Ecco, forse dovremmo imparare ad amarli di più, i simboli al maschile e al femminile dello sport italiano. A maggior ragione in questo periodo, reso così malinconicamente insolito dalla pandemia. Ieri Marta Bassino, giovane donna che sugli sci ha trovato la dimensione della fuoriclasse, ha matematicamente conquistato la Coppa del Mondo di gigante. Sarebbe un errore sottovalutare il trofeo, che sul finire del secolo scorso contribuì ad alimentare la leggenda di Deborah Compagnoni.

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