Kaleb Tarczewski, centro di Milano
Kaleb Tarczewski, centro di Milano

Milano, 21 aprile 2021 - "Perché cinema e teatri possono riaprire dal 26 aprile, mentre per i palasport bisognerà attendere il primo giugno, quando i tornei saranno praticamente conclusi, peraltro dopo che era stata comunicata la data del primo maggio?". E' questa la domanda che la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) e la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV), congiuntamente con Lega Basket Serie A e Lega Pallavolo Serie A, pongono al Governo. Governo che ha cambiato idea - almeno per il momento - riguardo al tema stadi e palazzetti. Come sottolineato dalle Federazioni infatti, la settimana scorsa sembrava che il pubblico sarebbe potuto rientrare negli impianti (massimo 1000 spettatori all'aperto, 500 al chiuso) a partire dal primo maggio, mentre secondo le ultime linee guida ciò accadrà un mese più tardi. 

"Disparità di trattamento"

"Questa evidente disparità di trattamento tra sport, cultura e divertimento penalizza ulteriormente i club di basket e volley che in questi mesi hanno dovuto affrontare senza alcun ristoro fino ad oggi le conseguenze della pandemia e assicurare comunque la regolare attività dei loro campionati, pur nella totale assenza di pubblico e di conseguenza di introiti da botteghino, una delle primarie fonti di ricavo delle stesse società - si legge nella nota pubblicata dalle Federazioni - Per questo ci rivolgiamo al Presidente del Consiglio Prof. Mario Draghi, al Sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali e al Governo perché si ponga rimedio a questa situazione rivedendo le date di riapertura dei palasport almeno nelle fasi decisive delle competizioni, consentendo così ad un numero minimo di spettatori la presenza nei limiti delle doverose norme di sicurezza". 

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