di Leo Turrini Imola per noi. Ancora. Stavolta grazie ad una bella iniziativa del Comune e dell’Autodromo. Sabato 1 maggio il circuito sarà aperto al pubblico. Nel rispetto di tutte le misure precauzionali, dalla mascherina al distanziamento. Alla gente comune sarà offerta la possibilità di commemorare, a 27 anni dalla doppia tragedia,...

di Leo Turrini

Imola per noi. Ancora. Stavolta grazie ad una bella iniziativa del Comune e dell’Autodromo.

Sabato 1 maggio il circuito sarà aperto al pubblico. Nel rispetto di tutte le misure precauzionali, dalla mascherina al distanziamento. Alla gente comune sarà offerta la possibilità di commemorare, a 27 anni dalla doppia tragedia, Roland Ratzenberger ed Ayrton Senna.

È un bel gesto, che tutela il valore della memoria. Quel terribile week end ha cambiato per sempre la storia della Formula Uno: è una frase fatta, me ne rendo ben conto!, ma il luogo comune rende l’idea.

Roland Ratzenberger perse la vita sabato 30 aprile 1994. Durante le qualifiche qualcosa si spezzò sulla sua monoposto, una Simtek. L’austriaco aveva pochissima esperienza nei Gran Premi. In tanti, sbagliando penosamente, pensammo che i limiti del pilota avessero contribuito ad innescare la disgrazia. Ma non era così e Senna, il Campionissimo, fu l’unico a capire. Si precipitò sul luogo del disastro e poi si chiuse in un angosciato silenzio.

Il giorno dopo, la campana suonò per lui. Era l’1 maggio 1994. Lo schianto al Tamburello aprì gli occhi a tutti. Non solo le corse continuavano a contenere, per loro stessa natura, un elemento di rischio estremo. Ma le vetture dell’epoca erano diventate addirittura più pericolose. Troppo pericolose. Furono introdotte misure di emergenza, vennero cambiate le auto e i circuiti. Niente più è stato come prima, niente più poteva essere come prima. È passato tanto tempo. Chi oggi ha vent’anni ha forse solo sentito raccontare di quel crudele fine settimana. Non consola, ma è una buona cosa che Imola difenda la memoria dall’oblio.

Grazie al sindaco e ai responsabili dell’Autodromo.