Sofia Goggia, 28 anni, ha centrato la nona vittoria in carriera in Coppa del Mondo
Sofia Goggia, 28 anni, ha centrato la nona vittoria in carriera in Coppa del Mondo
di Gianmario Bonzi "Only the brave", ha urlato al parterre dopo la sua discesa magistrale, quando sapevamo già tutti che avrebbe vinto. "Solo i coraggiosi!". E di coraggio ce n’è voluto tanto per mantenere quelle spatole sempre rivolte verso valle a oltre 100kmh, sulla pista dedicata a un mito austriaco, come Karl Schranz. Nella culla dello sci alpino moderno, St. Anton am Arlberg, l’Italia femminile non aveva mai vinto; c’era riuscito solo Gustav Thöni, il 4 febbraio 1973, in slalom. Ecco. Sofia...

di Gianmario Bonzi

"Only the brave", ha urlato al parterre dopo la sua discesa magistrale, quando sapevamo già tutti che avrebbe vinto. "Solo i coraggiosi!". E di coraggio ce n’è voluto tanto per mantenere quelle spatole sempre rivolte verso valle a oltre 100kmh, sulla pista dedicata a un mito austriaco, come Karl Schranz. Nella culla dello sci alpino moderno, St. Anton am Arlberg, l’Italia femminile non aveva mai vinto; c’era riuscito solo Gustav Thöni, il 4 febbraio 1973, in slalom. Ecco. Sofia Goggia chiude la "combinata" ideale, per l’Italia, proprio dove nacque il primo grande concorso invernale, l’Arlberg-Kandahar, vincendo in libera a St. Anton, e come non aveva mai fatto prima. Cioè dominando e lasciando le avversarie, leggi una pur brava Tippler, seconda, e la solita Johnson, terza, con una sensazione di impotenza. Scesa Goggia (pettorale 4) si è spenta la luce per tutte. Gara subito finita. Pur con qualche inclinazione di troppo, Sofia ha seguito le sue linee istintive e soprattutto ha saputo "produrre" velocità nella seconda parte di gara, dall’Eisfall in avanti passando per la "compressione", dove bisognava essere delicate nelle varie curve e soprattutto avere il coraggio di tenere le spatole sempre rivolte verso la massima pendenza, cosa che Sofi sa fare come nessun altra.

"Sono molto contenta – le sue parole – dove c’è da tirare le curve a più di 100 kmh riesco a tenere giù il piede e fidarmi dei miei appoggi. Stavolta il pettorale rosso di leader è tutto mio, ma la strada è lunga, siamo solo all’inizio del cammino". Che regalo di compleanno per papà Ezio, omaggiato ieri in diretta tv! Seconda vittoria stagionale, sempre in discesa dopo Val d’Isere, nona in assoluto (come Picabo Street, Zettel e Weirather, tra le altre), quarta italiana di sempre (anche per podi, 30!) dietro Compagnoni (16 successi e 44 podi), Kostner e Brignone.

Menzione d’onore per la trentina Laura Pirovano, quinta, al miglior risultato nel circuito maggiore, ma brave in generale le azzurre, con Elena Curtoni nelle dieci, ottava, e tra le favorite oggi per il superG (11.30, diretta Rai Sport ed Eurosport2) dove non saremmo stupiti di ritrovare due italiane sul podio. Dodicesima la leader di Coppa, Petra Vlhova, su una pista a lei molto più congeniale rispetto a Val d’Isere, e tra l’altro davanti alle sue dirette avversarie per la generale: Marta Bassino, 13esima, Federica Brignone, 15esima, Michelle Gisin, 20esima. In graduatoria guida la slovacca con 637 punti, Goggia è terza a 402 e guida la Coppa di specialità.