Christian Eriksen, 29 anni il prossimo 14 febbraio: è arrivato in nerazzurro nel gennaio 2020 per 20 milioni dal Tottenham. Guadagna 7,5 milioni a stagione
Christian Eriksen, 29 anni il prossimo 14 febbraio: è arrivato in nerazzurro nel gennaio 2020 per 20 milioni dal Tottenham. Guadagna 7,5 milioni a stagione
di Mattia Todisco A fine derby, col risultato in tasca, Antonio Conte ha detto di aver spinto Christian Eriksen affinché battesse lui quella ghiotta punizione dal limite in pieno recupero. E chi mai avrebbe potuto calciarla, da quella posizione? Sensi non era in campo, Kolarov è un mancino (poco adatto a colpire dalla "mattonella" in cui era piazzato il pallone). Non c’erano altri specialisti più forti di uno che in sei anni al Tottenham è stato il primo realizzatore da punizione diretta dell’intera Premier con otto centri totali. Era un’occasione ghiotta, troppo ghiotta. Un centro che Eriksen aveva sfiorato...

di Mattia Todisco

A fine derby, col risultato in tasca, Antonio Conte ha detto di aver spinto Christian Eriksen affinché battesse lui quella ghiotta punizione dal limite in pieno recupero. E chi mai avrebbe potuto calciarla, da quella posizione? Sensi non era in campo, Kolarov è un mancino (poco adatto a colpire dalla "mattonella" in cui era piazzato il pallone). Non c’erano altri specialisti più forti di uno che in sei anni al Tottenham è stato il primo realizzatore da punizione diretta dell’intera Premier con otto centri totali.

Era un’occasione ghiotta, troppo ghiotta. Un centro che Eriksen aveva sfiorato proprio nella stracittadina lo scorso anno da posizione ben più lontana dai pali (traversa piena, l’Inter vinse lo stesso per 4-2). Ha avuto maggiore fortuna martedì davanti a un Tatarusanu tanto ottimo nel corso della gara quanto impotente dinanzi a una pennellata chirurgica.

Non accadeva dall’aprile 2018 di vedere un gol da punizione diretta segnato da un interista. Lo aveva siglato Cancelo contro il Cagliari, ma era un pallone da posizione defilata crossato per i saltatori in area e finito all’angolino con una buona dose di casualità.

E allora bisogna andare ancora più indietro, ottobre 2017, per trovare una realizzazione dovuta a un vero e proprio tiro in porta col pallone bloccato a terra: Brozovic in Benevento-Inter 1-2. Il croato, in diffida sia in campionato che in Coppa Italia, sarà proprio il giocatore che nelle prossime settimane potrebbe lasciare il posto (per squalifica o per scelta tecnica) al danese, che Conte vede come un play basso, non avendo posto nel suo scacchiere per un trequartista puro. Il gol nel derby non cambia radicalmente la situazione di Eriksen.

All’Inter ci si augura torni a far vedere il suo calcio, ma al tempo stesso si attendono alla porta eventuali acquirenti, ben sapendo che i 7,5 milioni annui più bonus pesano molto su un bilancio disastrato per la pandemia.

Passare il contratto ad altri e magari incassare qualcosa per il cartellino vorrebbe dire avere soldi freschi da investire non tanto nel mercato, quanto nel pagamento diro stipendi arretrati.

Per quelli di luglio e agosto, che andavano corrisposti entro il 1° dicembre, è stato trovato a settembre un accordo con i calciatori (dovrebbero essere pagati già oggi). Entro il 16 febbraio andranno versati (solo il netto, mentre le tasse potranno essere diluite in 24 rate a partire da maggio prossimo) quelli di novembre e dicembre, a meno di nuovi accordi con i tesserati che potranno essere presi anche individualmente.

Non c’è alcuna possibilità che sia un proprietario diverso da Suning a doversi accollare le spettanze: se anche la trattativa con Bc Partners dovesse risolversi ai primi di febbraio, quando scadrà l’esclusiva con il fondo e presumibilmente arriverà una prima offerta per le quote, non ci sono i tempi tecnici per un così fulmineo passaggio di consegne.

Nel frattempo ieri in sede è passato il presidente del Leeds, Andrea Radrizzani. Secondo quel che filtra, alla base del vertice ci sarebbero ragioni di politica sportiva, ma non è esclusa qualche operazione di mercato "minore".