Tom Brady, 44 anni, 10 finali di Nfl giocate con sei vittorie in carriera
Tom Brady, 44 anni, 10 finali di Nfl giocate con sei vittorie in carriera
di Gigi Paoli Il Natale laico d’America ha una Betlemme tutta sua e un profeta di 44 anni che, proprio come un profeta, è giunto là dove nessun uomo è mai giunto finora. E non sia considerato sacrilego l’accostamento visto che, a un quarto d’ora dall’aeroporto internazionale di Tampa, sulla South Dale Mabry Highway il taxi passa davanti alla chiesa cattolica del Cristo Re che, sul grande tabellone elettronico a bordo strada, invece dell’orario della prossima messa ha scritto un "Go Bucs!" in rosso fuoco. Priorità. E dunque, benvenuti al Super Bowl, la festa più stelle e strisce che c’è, che si gioca...

di Gigi Paoli

Il Natale laico d’America ha una Betlemme tutta sua e un profeta di 44 anni che, proprio come un profeta, è giunto là dove nessun uomo è mai giunto finora. E non sia considerato sacrilego l’accostamento visto che, a un quarto d’ora dall’aeroporto internazionale di Tampa, sulla South Dale Mabry Highway il taxi passa davanti alla chiesa cattolica del Cristo Re che, sul grande tabellone elettronico a bordo strada, invece dell’orario della prossima messa ha scritto un "Go Bucs!" in rosso fuoco. Priorità.

E dunque, benvenuti al Super Bowl, la festa più stelle e strisce che c’è, che si gioca stanotte (0.30 ora italiana, diretta tv su Rai 2 e Dazn) a Tampa, Florida, dove per la prima volta in 55 edizioni una squadra giocherà in casa. Di fronte, appunto, i Tampa Bay Buccaneers guidati dal leggendario quarterback Tom Brady, 44 anni, al decimo Super Bowl (ne ha giocati più lui da solo che ogni altra squadra della Nfl), e i campioni in carica dei Kansas City Chiefs dell’esplosivo quarterback Patrick Mahomes, che aveva sei anni quando nel 2001 Brady vinceva il primo dei suoi sei Super Bowl con la maglia dei New England Patriots. Che quest’anno, senza di lui, i playoff li hanno visti in tv. Brady, invece, si gioca la finale un’altra volta contro quello che sarà il suo successore al top della Nfl. La leggenda di ieri contro la leggenda di domani con in palio l’oggi. Come se Pelè a fine carriera avesse potuto sfidare ai Mondiali un giovane Maradona. O Michael Jordan contro LeBron James nella finale Nba. Epocale.

Tampa vibra e soffre perché, causa Covid, non può esplodere come vorrebbe. ’Title Town’ l’ha battezzata il governatore della Florida, Ron De Santis, avendo vinto in un anno il titolo nell’hockey e raggiunto le finali nel baseball e nel football. E stiamo parlando di una città grande come Firenze o Bologna. Al Raymond James Stadium, casa dei Buccaneers e famoso per il gigantesco vascello dei pirati in cemento e acciaio alto 31 metri e pesante 43 tonnellate che troneggia sulla gradinata nord, stanotte ci saranno 22mila spettatori (su 66mila, il resto saranno sagome di cartone), 7500 dei quali medici e paramedici ai quali l’America vuol dire grazie.

Altre curiosità: nella squadra degli arbitri ci sarà per la prima volta una donna, Sarah Thomas; sempre per la prima volta sarà letta una poesia da Amanda Gorman, giovanissima afroamericana che ha letto i suoi versi al giuramento del presidente Biden; lo spettacolo dell’intervallo sarà affidato a The Weekend; infine, niente spot milionari in tv per Budweiser, Coca e Pepsi, che hanno deciso di investire gli oltre 5 milioni e mezzo di dollari del costo di 30 secondi di pubblicità in campagne antiCovid.

"Curiosità da europei", ridacchia il tassista. Qui la domanda è una sola e dimostra quanto gli americani amino le storie a lieto fine: Brady, il più grande, riuscirà nell’ultima magia? A vincere ancora? A non farsi strappare lo scettro da Mahomes? La piccola Tampa, sotto un tramonto che solo la Florida può regalare, pare una pentola in ebollizione pronta a impazzire di gioia.