di Andrea Ronchi Dal 1995 il PNC Championship conclude l’anno del golf professionistico. Si tratta di un torneo esibizione, una sorta di "Coppa Famiglia" che vede in campo i campioni di ieri e oggi a fianco dei propri figli, possibili protagonisti di domani. Partecipano solo 20 squadre di due giocatori ciascuna con un membro del team che deve aver vinto un titolo major o il Player Championship, considerato alla stregua dei tornei dello Slam negli States. Gli inviti sono tanto ambiti quanto difficili da trovare. Non per i Woods ovviamente. L’edizione 2021 passerà alla storia come quella del ritorno di Tiger al golf giocato dopo 12 mesi di assenza. Fu proprio...

di Andrea Ronchi

Dal 1995 il PNC Championship conclude l’anno del golf professionistico. Si tratta di un torneo esibizione, una sorta di "Coppa Famiglia" che vede in campo i campioni di ieri e oggi a fianco dei propri figli, possibili protagonisti di domani. Partecipano solo 20 squadre di due giocatori ciascuna con un membro del team che deve aver vinto un titolo major o il Player Championship, considerato alla stregua dei tornei dello Slam negli States. Gli inviti sono tanto ambiti quanto difficili da trovare. Non per i Woods ovviamente. L’edizione 2021 passerà alla storia come quella del ritorno di Tiger al golf giocato dopo 12 mesi di assenza. Fu proprio al PNC Championship 2020 che il Fenomeno fece la propria ultima apparizione in una competizione ufficiale. Poi il terribile incidente del 23 febbraio scorso che ha messo a repentaglio non solo la carriera bensì la vita stessa. Sul percorso del Ritz-Carlton Golf Club di Orlando Tiger e il figlio Charlie Woods sono scesi in campo sin dalla Pro Am, prologo della gara giocata su due tornate con formula Lousiana a coppie. Il pubblico presente in Florida ha accolto The Big Cat con grandi applausi entusiasmandosi tanto per i suoi colpi quanto per quelli del figlio dodicenne, che continua a mostrare la classe di un predestinato. "Con Charlie al suo fianco Tiger potrebbe utilizzare solamente i bastoni per il gioco corto" ha ironizzato l’amico Justin Thomas che ha giocato con loro nel primo giro.

Charlie è migliorato ulteriormente rispetto allo scorso anno. Leggermente più alto e con un fisico più definito ma con quel visino ancora da bimbo, ha commosso tutti. Aspetto da ragazzino ma tempra e atteggiamento da giocatore navigato. Un mix esplosivo che ha divertito tutti a partire dall’orgoglioso papà del quale in campo sembra un clone. Tiger, 15 volte campione Major, è parso in buona forma anche se il cammino per una ripresa totale è ancora lungo. Il Woods dominante che ha entusiasmato il mondo intero colpo dopo colpo conquistando 82 vittorie sul PGA Tour è un ricordo e, almeno per ora, il suo gioco vive di sprazzi. Uno di questi è arrivato nel primo giro quando, alla terza buca, ha tirato la pallina a un paio di metri dalla buca utilizzando un ferro 4 con il quale ha coperto la distanza di 200 metri. Un colpo ben eseguito, proprio come lui lo aveva immaginato. "Ho tirato alcuni buoni colpi nel corso delle due giornate di competizione coprendo le stesse distanze di un anno fa - ha detto Woods al termine della gara - Come ho già spiegato non ho ancora la resistenza necessaria per completare 18 buche, in fondo è stato il quinto round dell’intero anno".

Per un uomo che non sapeva se avrebbe camminato di nuovo, figuriamoci se avrebbe giocato a golf, il risultato è già fenomenale così come il ritorno di audience fatto registrare negli ascolti tv e tra il pubblico presente ripagato dalla prestazione dei Woods. L’edizione 2020 aveva visto il duo terminare al settimo posto con lo score appesantito da due errori, fatali con questa formula. "Siamo partiti con il proposito di non commettere errori cercando di guadagnare più colpi possibili". Dopo le prime 18 buche concluse con -10 a tre colpi dalla vetta, i due ieri hanno accelerato nel secondo giro concludendo a quota -15 e il secondo posto dietro a John e Little John Daly: impresa sfiorata, ma sogni intatti.