Nico Ali Walsh, 21enne nipote dell’icona del pugilato Muhammad Ali (sua madre è Rasheda Ali, una delle figlie dell’ex re dei pesi massimi) ha esordito al professionismo, da peso medio, battendo per Ko tecnico alla prima ripresa Jordan Weeks, un praticante delle arti marziali miste che si dedica anche al pugilato. L’incontro si è svolto sul ring...

Nico Ali Walsh, 21enne nipote dell’icona del pugilato Muhammad Ali (sua madre è Rasheda Ali, una delle figlie dell’ex re dei pesi massimi) ha esordito al professionismo, da peso medio, battendo per Ko tecnico alla prima ripresa Jordan Weeks, un praticante delle arti marziali miste che si dedica anche al pugilato. L’incontro si è svolto sul ring dell’Hard Rock Hotel & Casino di Tulsa in Oklahoma.

"Non pensavo che il match finisse così presto (90 secondi, ndr) – le parole di Walsh dopo l’incontro – ma è stata una serata davvero emozionante. Ho pensato molto a mio nonno, mi manca tantissimo. Sento che c’era pressione, per voi Ali è stato il più grande pugile di tutti i tempi, ma per me è stato anche una grandissima persona e un grandissimo nonno".

A festeggiare il debutto vincente tra i pro di Nico Ali Walsh c’era, oltre alla famiglia, anche Bob Arum, 89 anni, leggendario promoter di boxe che organizzò 27 incontri di Ali e che si è detto fiducioso sul futuro agonistico del giovane pugile con un Dna tanto nobile. Il nipote dell’"ex" Cassius Clay (scomparso nel 2016 a 74 anni) ha indossato nell’incontro un paio di pantaloncini bianchi con banda nera che erano stati confezionati per il nonno per uno dei suoi combattimenti, e che poi Ali aveva donato proprio al suo erede sul ring. Una suggestione in più in una serata che ha sommato l’emozione del momento al ricordo di un campionissimo indimenticato del pugilato, vera icona anche per le battaglie che ha combattuto fuori dal ring.

Nel match clou della riunione di Tulsa, lo statunitense Joshua ‘El Profesor’ Franco ha conservato il titolo mondiale Wba dei supermosca battendo ai punti in 12 riprese l’australiano Andrew “The Monster” Moloney, con verdetto unanime (116-112 per tutti e tre i giudici).