di Paolo Manili Al telefono la voce è chiara e forte, e ci rassicura perché Sara Morganti, pur con la medaglia di bronzo al collo, non è nei suoi migliori periodi di salute, tanto che fino all’ultimo non era sicura di partire per Tokyo. Poi è salita sull’aereo ed eccoci qui a parlare di una medaglia, a cinque anni dalla cocente delusione di Rio 2016, quando Royal Delight non passò la visita veterinaria e Sara fu esclusa. Le chiediamo: dove, come ha trovato la forza per uscire dal buio, le motivazioni per continuare? "Lì...

di Paolo Manili

Al telefono la voce è chiara e forte, e ci rassicura perché Sara Morganti, pur con la medaglia di bronzo al collo, non è nei suoi migliori periodi di salute, tanto che fino all’ultimo non era sicura di partire per Tokyo. Poi è salita sull’aereo ed eccoci qui a parlare di una medaglia, a cinque anni dalla cocente delusione di Rio 2016, quando Royal Delight non passò la visita veterinaria e Sara fu esclusa.

Le chiediamo: dove, come ha trovato la forza per uscire dal buio, le motivazioni per continuare?

"Lì per lì volevo abbandonare, poi affrontando ostacoli ben più seri ho capito che non mi dovevo arrendere. Ho partecipato ai successivi Europei dove non andò bene, ma tenni duro e ai Mondiali di Tryon vinsi i due ori. Insomma le motivazioni dobbiamo trovarle dentro noi stessi, anche per ringraziare chi ti sta sempre vicino, come mio marito e mia sorella, il mio istruttore Benedetti e tutto lo staff azzurro, nonché il centro ippico a casa, dove mi alleno".

In questi anni Royal Delight cosa è stata per lei, un’amica, una partner sportiva, un’ancora?

"E’ stata una certezza: guardi che non ha un carattere facile, è capace di farti un dietrofront all’improvviso se qualcosa non le va, a casa è successo spesso e anche in qualche gara. Però con lei ormai siamo un binomio, e dopo dieci anni insieme ha parecchia esperienza. Sì direi che è una sicurezza".

Nel paradressage il cavallo percepisce quando l’atleta, per dolore o altro, non può andare oltre e prende in mano la situazione?

"Sicuramente i cavalli sentono come stiamo noi in sella, se non stai bene lo trasmetti al cavallo. E in questo periodo, non dei migliori fisicamente, Royal Delight mi ha reso la vita facile. Anche qui a Tokyo in gara".

C’è stato un momento nell’Individual Test in cui ha capito che stava vincendo la medaglia?

"Francamente consideravo già una vittoria essere qui a Tokyo, ieri il campione europeo prendeva il via dopo di me e pensavo sarebbe salito lui sul podio, che io al massimo potevo sperare nel quarto posto. Certamente sono uscita dal rettangolo felice di aver fatto bene, poi quando ho saputo che lui ha ottenuto un punteggio inferiore al mio ho capito che ero medaglia di bronzo, ma non ci potevo credere. Ora mi concentro sul Freestyle con musica di domani (ore 14 italiane, per l’assegnazione delle medaglie individuali artistiche, ndr)".

Ieri si è conclusa la prova a squadre: in gara c’era la terza azzurra del team, Federica Sileoni su Burberry (65,977%). E dopo le due giornate l’Italia a chiuso all’ottavo posto a squadre (214, 057%). Oro alla Gran Bretagna (229.905), argento all’Olanda (229.249), bronzo gli Stati Uniti (224.324).