Da sinistra Brahim Diaz, Ante Rebic, Leao, Theo Hernandez e Ismael Bennacer: anche oggi il Milan si presenterà all’Atalanta con una squadra giovanissima, nella quale Rebic sarà il più ’anziano’ in campo con i suoi 28 anni
Da sinistra Brahim Diaz, Ante Rebic, Leao, Theo Hernandez e Ismael Bennacer: anche oggi il Milan si presenterà all’Atalanta con una squadra giovanissima, nella quale Rebic sarà il più ’anziano’ in campo con i suoi 28 anni
di Luca Talotta "Stiamo diventando forti anche noi". Quel 5-0 del 22 dicembre 2019, quello da dove è cominciato tutto, è ormai un lontano ricordo. Quella debacle nello stadio di Bergamo che stasera ospiterà nuovamente il Milan è ormai superata, grazie anche a quel 2-0 dell’ultima giornata del campionato scorso che sancì il secondo posto finale dei rossoneri, la qualificazione in Champions e il sopravanzare proprio l’Atalanta in classifica. "Stiamo diventando forti anche noi", ha ribadito Pioli. Il quale è conscio che stasera il suo Milan si gioca...

di Luca Talotta

"Stiamo diventando forti anche noi". Quel 5-0 del 22 dicembre 2019, quello da dove è cominciato tutto, è ormai un lontano ricordo. Quella debacle nello stadio di Bergamo che stasera ospiterà nuovamente il Milan è ormai superata, grazie anche a quel 2-0 dell’ultima giornata del campionato scorso che sancì il secondo posto finale dei rossoneri, la qualificazione in Champions e il sopravanzare proprio l’Atalanta in classifica. "Stiamo diventando forti anche noi", ha ribadito Pioli. Il quale è conscio che stasera il suo Milan si gioca molto.

Forse non dal punto di vista della classifica, visto che mancano ancora molte gare e che, comunque, il percorso finora è più che buono. Ma sicuramente per quello delle ambizioni. Perché Atalanta-Milan sarà sfida vera, d’alta intensità, tra due delle più belle realtà del campionato italiano, formazioni che giocano bene, segnano tanto e che, di fatto, si assomigliano sotto molti punti di vista. E chissà se Pioli, magari, proprio in quel 22 dicembre di due anni fa non prese spunto per ripartire da alcune certezze, quelle dei nerazzurri bergamaschi, per plasmare il suo Milan. Per ora prepara il match di stasera con una certezza su tutte: questo Diavolo sarà ancora una volta affamato, giovane e senza pressioni. Perché l’aver chiuso al secondo posto l’annata scorsa, l’aver disputato due buone gare in Champions League e l’essere lì, tra le prime posizioni in classifica in Serie A, non sembra essere un peso per chi sta imparando a gestire anche le difficoltà: "Stiamo diventando forti anche noi", l’apostrofo rosso del comandante Pioli su sfondo nero.

Il quale, stasera, si affiderà ancora all’estro dei suoi giovani terribili, con Diaz e Leao in rampa di lancio. Non ci sarà Ibrahimovic, che oggi compie 40 anni ("Non so quanti anni possa giocare ancora. Per quello che vedo, l’entusiasmo, la voglia di allenarsi, direi che potrà giocare in eterno", Pioli dixit). Ko tutti i ‘vecchietti’ della rosa, l’unico recupero è Kjaer che dovrebbe tornare titolare al posto di Romagnoli, saranno ancora i due iberici a dover provare a trainare il Diavolo, al pari di Ante Rebic che, per l’occasione, indosserà i panni del giocatore più ‘anziano’ tra i rossoneri dall’alto dei suoi 28 anni di età.

Non sarà della gara Kessie, fuori per scelta tecnica dopo le ultime deludenti prestazioni ("Ma non sono preoccupato, è un grande professionista" ha sentenziato Pioli): la situazione dell’ivoriano, tra performance poco convincenti e un rinnovo che stenta ad arrivare, si sta facendo sempre più ingarbugliata. Molti scommettono che il mancato accordo contrattuale stia pesando oltremodo e le voci di una sua possibile partenza già nel mercato di gennaio, per non rischiare una nuova, dolorosa, separazione alla Donnarumma, si fanno più insistenti.