Pierre Kalulu, 20 anni: con l’attacco del Milan a secco senza Ibra, sono andati a segno due difensori
Pierre Kalulu, 20 anni: con l’attacco del Milan a secco senza Ibra, sono andati a segno due difensori
di Luca Talotta L’errore più grande, ora, sarebbe pensare che la favola del Milan sia finita. Perché è vero che il Diavolo ha rischiato per la seconda volta consecutiva di perdere, dopo 283 giorni, l’imbattibilità in Italia; ed è altrettanto vero che la formazione rossonera ha conquistato due soli punti nelle ultime due gare, contro avversari tutt’altro che insormontabili (Parma e Genoa) e dovendo sempre recuperare dall’iniziale svantaggio. È anche vero che le distanze dalle inseguitrici, ora, si sono notevolmente ridotte, con l’Inter ora ad un solo punto e la Juventus...

di Luca Talotta

L’errore più grande, ora, sarebbe pensare che la favola del Milan sia finita. Perché è vero che il Diavolo ha rischiato per la seconda volta consecutiva di perdere, dopo 283 giorni, l’imbattibilità in Italia; ed è altrettanto vero che la formazione rossonera ha conquistato due soli punti nelle ultime due gare, contro avversari tutt’altro che insormontabili (Parma e Genoa) e dovendo sempre recuperare dall’iniziale svantaggio.

È anche vero che le distanze dalle inseguitrici, ora, si sono notevolmente ridotte, con l’Inter ora ad un solo punto e la Juventus terza a meno quattro. Ma tutto questo deve essere inserito anche in un contesto ben preciso, quello di una squadra che ha "tirato la carretta" da nove mesi a questa parte e, d’un tratto, si è trovata forse in un mondo più grosso di lei. Ben inteso, in casa rossonera nessuno ha mai voluto parlare di Scudetto e questo è sicuramente un bene; l’obiettivo dichiarato apertamente è quello del quarto posto, alias la qualificazione alla prossima Champions League.

E per ora quell’obiettivo è nettamente alla portata, visto che il Sassuolo (quinto) dista cinque punti. Per questo lo scontro diretto di domenica acquisisce un sapore ed un’importanza particolare. Ma di alibi questo Milan ne ha da vendere: senza Kjaer, Gabbia, Bennacer e Ibrahimovic, con Theo Hernandez in panchina per affaticamento muscolare, avrebbe avuto problemi qualsiasi squadra; senza dimenticare che, di tonte, si è visto un Genoa capace di disputare una partita di grande ordine, compatta. Ma questo non è servito a fermare una macchina da gol incredibile: perché il Milan ha segnato almeno due gol in 14 partite consecutive, record assoluto nella storia della Serie A (superato il Torino 1948, che si era fermato a quota 13). E anche se il Milan si è trovato in svantaggio nelle ultime due partite di Serie A (era successo solo una volta nelle precedenti 10 giornate, contro il Verona), è altrettanto vero che questa squadra riesce sempre a trovare il guizzo per non perdere anche in serate complicate come quella di ieri.

Dove il debuttante in Serie A Kalulu, supplente del supplente (Gabbia) del titolare (Kjaer), è riuscito prima a complicare i giochi perdendosi per due volte Destro in occasione delle due reti del Genoa salvo poi, nel finale, farsi perdonare per la zampata del 2-2 finale. Il tutto in attesa che possano rientrare almeno Kjaer e Ibrahimovic, che puntano deciso verso il match di domenica contro il Sassuolo. Quello che davvero potrà dare maggiori indicazioni sulla forza di questo Milan, che al momento è riuscito a superare un ostacolo non da poco, quel Genoa che finora è rimasta l’unica squadra capace di sconfiggerlo in campionato. Ora testa e cuore al Sassuolo, prima del match di cartello contro la Lazio che chiuderà l’anno solare. L’obiettivo sarà fare più punti possibili per provare a chiudere questo fantastico 2020 in testa alla classifica.