di Luca Talotta Tutto come prima. Un copione già visto, scritto da quello sceneggiatore premio Oscar che risponde al nome di Stefano Pioli. Gli ingredienti, sempre i soliti: Milan in emergenza e Milan vincente. Che ritrova delle pedine importanti come Calhanoglu e Ibrahimovic e intanto risponde presente. E rimanda al mittente tutte le voci che la volevano squadra ormai al capolinea. La Juventus è stata solo una parentesi contro una squadra che, in quel...

di Luca Talotta

Tutto come prima. Un copione già visto, scritto da quello sceneggiatore premio Oscar che risponde al nome di Stefano Pioli. Gli ingredienti, sempre i soliti: Milan in emergenza e Milan vincente. Che ritrova delle pedine importanti come Calhanoglu e Ibrahimovic e intanto risponde presente. E rimanda al mittente tutte le voci che la volevano squadra ormai al capolinea.

La Juventus è stata solo una parentesi contro una squadra che, in quel momento e in quella situazione, stava meglio. Ma le parentesi si superano in scioltezza proprio come avvenuto ieri, per demerito anche di un Torino troppo brutto per essere vero. Il trittico degli ex in panchina (Inzaghi e Pirlo prima, Giampaolo ieri) si conclude dunque nel migliore dei modi per il Milan, che ritrova anche le sue ataviche certezze: un’altra settimana in testa alla classifica e la consapevolezza di poter preparare ora i prossimi impegni, quello di Coppa Italia nuovamente contro il Torino ancora a San Siro dopodomani e quello di lunedì prossimo in campionato contro il Cagliari, con calma e soprattutto una rosa che torna ad essere ampia.

Già, perché se ieri sera il Milan ha perso Tonali (forte contusione per lui, potrebbe rientrare in poco tempo) e Leao (ammonito, sarà squalificato), contro il Cagliari ritroverà Bennacer e Saelemaekers, come annunciato da Pioli; e ieri ha riabbracciato Calhanoglu e Ibrahimovic, ormai abili e arruolabili già per il match di Coppa Italia.

È come se l’Epifania, che da tradizione tutte le feste porta via, abbia sancito anche l’inizio e la fine della crisi (quale?) di questo Diavolo. Una gara, quella contro la Juventus, che probabilmente con gli organici a regime avrebbe potuto anche avere esito differente ma che è andata in soffitta con il ko per 3-1.

Poco male, perché il Diavolo continua la sua corsa in cima alla classifica, un nuovo corso che sa tanto di dejavù. Senza cinque titolari e primo in classifica, con la rinascita di Diaz (si guadagna il rigore del 2-0 e fornisce un assist al bacio a Leao per l’1-0), la gigantesca prestazione di Kjaer e Kessie e la solita fortuna che male non fa, con la traversa che dice no alla punizione dell’ex Rodriguez quando la situazione era ancora sull’1-0: "Il Milan è la squadra da battere" aveva detto Pirlo solo qualche ora prima. Ad oggi ha ancora ragione.