Il Milan ha raddrizzato con carattere la partita di Torino fino al pari: ora può riprendersi la vetta anche solo per una notte
Il Milan ha raddrizzato con carattere la partita di Torino fino al pari: ora può riprendersi la vetta anche solo per una notte
di Luca Talotta Il Milan ha perso la testa, della classifica s’intende, ma è pronta a riprendere la sua marcia quasi perfetta. Quasi, peccato per quei due punti lasciati allo Juventus Stadium domenica sera, in quell’1-1 finale che sa tanto di successo più che di insuccesso, ma che ha comunque costretto il Diavolo a posizionarsi ora dietro il Napoli. Ma già stasera, nel match di San Siro contro il Venezia (ore 20.45, prezzi contenuti per popolare uno stadio altrimenti vuoto causa...

di Luca Talotta

Il Milan ha perso la testa, della classifica s’intende, ma è pronta a riprendere la sua marcia quasi perfetta. Quasi, peccato per quei due punti lasciati allo Juventus Stadium domenica sera, in quell’1-1 finale che sa tanto di successo più che di insuccesso, ma che ha comunque costretto il Diavolo a posizionarsi ora dietro il Napoli. Ma già stasera, nel match di San Siro contro il Venezia (ore 20.45, prezzi contenuti per popolare uno stadio altrimenti vuoto causa turno infrasettimanale, disposizioni anti covid e sfidante di certo non di primissimo piano) i rossoneri potrebbero tornare in vetta al campionato, in attesa di Sampdoria-Napoli di domani, con la concreta possibilità di poter iniziare una marcia trionfale, viste le prossime sfide. Certo, non è più il Milan dell’anno scorso, quello capace di rimanere primo fino alla 21esima giornata, ma è un Diavolo sicuramente più maturo, che ha dimostrato capacità, concentrazione e soprattutto di essere una squadra coesa e forte, quello che è mancato domenica sera alla Juventus.

La formazione di Pioli, calendario alla mano, ora dovrà sfidare nell’ordine Venezia, Spezia, Atalanta, Verona, Bologna e Torino. Sei gare nelle quali cercare di racimolare più punti possibili, impresa non di certo fuori portata eccezion fatta per il match contro i nerazzurri bergamaschi, formazione sicuramente paritetica in termini di qualità, perché poi si aprirà un novembre molto intenso che vedrà i rossoneri doversi misurare con Roma, Inter e Fiorentina. Sei gare, quaranta giorni conditi anche dai due impegni di Champions contro Atletico Madrid (a San Siro il 28 settembre) e Porto (in trasferta il 19 ottobre) che molto potranno dire della bontà del progetto tecnico di questo Milan. Ma che saranno anche il contraltare per valutare la tenuta fisica di Ibrahimovic: è indiscutibile come l’assenza dello svedese sia l’anello debole finora messo in mostra da parte della squadra di Pioli, apparsa senza particolari punti deboli, con un attacco a segno già otto volte in quattro gare e con due soli gol al passivo. Una squadra che non ha risentito per nulla della partenza di Donnarumma, trovando in Maignan un degno sostituto capace già di entrare nel cuore dei tifosi, ma che non ha trovato una valida alternativa a Calhanoglu. Brahim Diaz, finora molto positivo, difficilmente potrà reggere tutta la stagione. Stasera confermato al centro dell’attacco Rebic, Giroud verso la non convocazione.