di Mattia Todisco A quattro giornate dalla fine del girone d’andata, a dominare la Serie A sono Milan e Inter. I pronostici a inizio annata per i nerazzurri non erano rarità, per i rossoneri molto di più. Tra i pochi ad aver dato credito da subito al Diavolo c’è Beppe Bergomi. Un’opinione che il campione del mondo ‘82, oggi opinionista Sky, conferma a un passo dal giro di boa. Ha da poco ribadito che il Milan è la squadra favorita per lo scudetto. Perché? "Non capisco la diffidenza. Vedo forza, autostima, entusiasmo in questo Milan. So che dicendo questo gli interisti si arrabbiano, però i fatti sono lì. Nel calcio di oggi servono giocatori veloci,...

di Mattia Todisco

A quattro giornate dalla fine del girone d’andata, a dominare la Serie A sono Milan e Inter. I pronostici a inizio annata per i nerazzurri non erano rarità, per i rossoneri molto di più. Tra i pochi ad aver dato credito da subito al Diavolo c’è Beppe Bergomi. Un’opinione che il campione del mondo ‘82, oggi opinionista Sky, conferma a un passo dal giro di boa.

Ha da poco ribadito che il Milan è la squadra favorita per lo scudetto. Perché?

"Non capisco la diffidenza. Vedo forza, autostima, entusiasmo in questo Milan. So che dicendo questo gli interisti si arrabbiano, però i fatti sono lì. Nel calcio di oggi servono giocatori veloci, con cambio di passo tra esterni e attaccanti. Il Milan è completo da questo punto di vista. Non è più una sorpresa, se dopo quattro mesi sono ancora lì c’è un motivo".

In cosa vede la rosa dell’Inter meno profonda rispetto ad alcune altre candidate? Oltre al Milan, ha indicato Napoli e Juventus davanti ai nerazzurri.

"Una cosa è valutare le rose, un’altra è dire chi è favorito per lo scudetto. Oggi lo sono Inter e Milan, essendo davanti. Se poi guardiamo la squadra dico che il Napoli è molto profondo, ha due giocatori per ruolo di ottimo livello. In attacco non fanno giocare Milik e Llorente, avendo Osimhen e Petagna e potendo contare su giocatori come Insigne e Lozano. Vedo squadre costruite in una certa maniera. Poi l’Inter è forte, ma siccome sta passando che deve vincere per forza il campionato, io dico che in realtà il valore aggiunto è Conte. Sicuramente non è scontato vincere otto partite consecutive".

Cosa farà la differenza nella corsa al titolo?

"Credo che vincerà chi saprà fare a meno dei propri campioni, come è successo con Ibrahimovic e Kjaer al Milan. Vedremo l’Inter senza Lukaku contro la Sampdoria, anche perché proprio in attacco i nerazzurri stanno cercando qualcosa sul mercato. Gomez sarebbe perfetto, ad sempio, perché è il trequartista che salta l’uomo, conosce il calcio italiano. L’altra squadra in cui lo vedrei benissimo è la Roma".

Milan-Juventus sarà già determinante per i propositi scudetto delle due squadre?

"Credo sia determinante per la Juve, anche pareggiandola diventerebbe difficile recuperare. Se invece dovessero vincere i bianconeri potrebbero prendere coraggio anche le altre più indietro. La Juventus però è sempre la Juventus, mai sottovalutarla".

Lei ha spesso indicato in Matthaus l’uomo che ha alzato il livello dell’Inter vincitrice nell’89. Chi può svolgere questo ruolo nelle due milanesi? "Racconto un aneddoto: parlando con Beppe Baresi mi diceva che quando arbitrava le partitelle ad Appiano, da collaboratore di Mourinho, aveva paura a fischiare fallo a Ibrahimovic per l’intensità che ci metteva. Ha alzato la qualità di tutti. All’Inter sicuramente Lukaku. Mi piace come atteggiamento. Un positivo, un uomo squadra".

Avendo giocato per tanti anni al Meazza, è d’accordo con chi afferma che possa essere un vantaggio per determinati giocatori non avere il pubblico?

"Per il Milan lo è stato sicuramente nel finale della scorsa stagione. Ha dato serenità ai ragazzi più giovani. Ora sta togliendo qualcosa a entrambe. L’Inter aveva la media spettatori più alta lo scorso anno e il Milan era subito dietro. La Juventus, anche se riempie lo stadio, non va oltre le 40.000 presenze".