27 mar 2022

Il futuro di Mancini si ricolora di azzurro

Il ct sta superando l’enorme delusione e ora pensa di non lasciare la Nazionale: decisivi i messaggi di un gruppo rimasto compatto

paolo franci
Sport

di Paolo Franci

Scrive, il ct Mancini su Instagram: "Prendiamoci del tempo per riflettere e capire con lucidità. L’unica mossa azzeccata ora è rialzare la testa...". Sibillino? Meno di quel che parrebbe e con tutte le cautele del caso, quella del ct sembra una clamorosa, chiara apertura verso il futuro azzurro. Sarebbe una manovra in contromano rispetto al profondo avvilimento delle prime ore e quella voglia di scappare da quel mondo da lui stesso ricostruito e poi crollato per due rigori sbagliati e una incapacità di fare gol divenuta cronica. Sì, ieri, rispetto al day after della Grande Tragedia, le azioni per la permanenza del ct si sono impennate decisamente.

E la partita più inutile della storia, martedì contro la Turchia, è diventata straordinariamente preziosa per ricucire la tela del ct. Sì perchè il fatto di doverla giocare, ha dato la possibilità al gruppo azzurro di restare insieme mentre le ore passavano trasformando la morte nel cuore in un chiaro senso di rivalsa. Siamo fatti così in fondo noi italiani no? Ci serve la tragedia, l’accerchiamento, per tirare fuori il meglio di noi stessi. E allora negli ultimi due giorni il ct ha incassato l’endorsement deciso dei suoi ragazzi. Non si aspettava, poi che – pur rilevando gli errori commessi – la gran parte della stampa gli riconoscesse un futuro in azzurro per meriti acquisiti.

E soprattutto, quella inutile partita con la Turchia ha dato la possibilità al presidente federale Gabriele Gravina di fare ciò che sa fare meglio: tenere la barra del timone in mezzo a una tempesta. Lo ha fatto durante i durissimi mesi dello stop per la pandemia, figuriamoci in casa sua, a Coverciano. Gravina sa che Mancini è e resta l’uomo giusto per portare avanti il progetto azzurro, pur dovendo ingoiare un boccone tremendo. E, ieri, nell’incontro col ct non solo ne ha incassato la fase di “fast charging“, la ricarica veloce delle batterie emotive, ma i due hanno anche parlato delle gare di giugno e cioè la SuperCoppona – la finale con l’Argentina tra le due vincitrici dei tornei continentali – e le gare di Nations League con Germania, Ungheria e quei simpaticoni degli inglesi. Tradotto: Mancini sarebbe intenzionato a non lasciare. Cioè, quell’orgoglio che nelle prime ore lo stava guidando verso l’addio, ora lo avrebbe indirizzato verso la voglia di riscatto.

Particolare non da poco: la squadra – Verratti, Mancini, Berardi, Jorginho, Immobile, Insigne hanno salutato e non ci saranno in Turchia – in queste ultime ore si è allenata con cattiveria e un’intensità al top. Altro segnale di quanto l’ambiente si stia ricompattando attorno al ct. Dovesse arrivare, come sembra, lo "yes i can" del Mancio, il "si resto", non ci sarebbero conferenze e squilli di trombe. Come ha scritto il Mancio sui social si tratta di saper "accogliere anche le sconfitte, nella vita fa parte di un sano percorso di crescita umana e sportiva".

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