Sofia Goggia, 28 anni, in stagione ha vinto quattro discese di fila prima dello stop
Sofia Goggia, 28 anni, in stagione ha vinto quattro discese di fila prima dello stop
di Leo Turrini Ce lo diciamo spesso, in questi tempi cupi da pandemia. Ce lo diciamo spesso perché è vero: mai come ora abbiamo bisogno di esempi. Di buone storie da raccontare, perché è nel nostro interesse, emotivo e spirituale, rifiutare la rassegnazione. Ecco, Sofia Goggia ci sta aiutando a credere che esiste sempre una speranza, dietro l’angolo. A patto di non abdicare. La faccio breve. Quarantacinque giorni fa,...

di Leo Turrini

Ce lo diciamo spesso, in questi tempi cupi da pandemia. Ce lo diciamo spesso perché è vero: mai come ora abbiamo bisogno di esempi. Di buone storie da raccontare, perché è nel nostro interesse, emotivo e spirituale, rifiutare la rassegnazione. Ecco, Sofia Goggia ci sta aiutando a credere che esiste sempre una speranza, dietro l’angolo. A patto di non abdicare. La faccio breve. Quarantacinque giorni fa, all’apice di una stagione sugli sci che l’aveva vista dominare in discesa, con tanto di quattro vittorie consecutive, beh, la donna jet del bergamasco era incappata in un incidente surreale. Praticamente era caduta sulla neve da ferma, lei che era abituata a sfidare il rischio estremo del brivido bianco. Una beffa, alla vigilia del mondiale di Cortina. Meglio ancora: una plateale ingiustizia, perché quando vuole il destino sa essere cattivo.

Adesso, con la Coppa di discesa ancora in bilico, Sofia ha deciso. Non poteva continuare a guardare le avversarie. Non poteva limitarsi ad ammirare rivali che, del tutto legittimamente, sfruttano la sua assenza fortuita e forzata. Qui c’è tutta l’anima di una giovane donna italiana che scappa dalla idea stessa della resa. In fondo, nessuno avrebbe potuto contestare qualcosa alla Goggia. Se ne stava in convalescenza, rimandando i propositi di gloria al 2022, quando ci sarà una Olimpiade invernale sulle montagne di Pechino e lei, Sofia, sarà chiamata a difendere l’oro del 2018.

Ma mica siamo tutti uguali, per fortuna. Non appena i medici le hanno detto che la frattura al piatto tibiale si era sistemata, la bergamasca è salita a Livigno. Non ha fatto calcoli. Si è allenata e ha trasmesso sui social le sue emozioni. Non lo sta facendo per una Coppetta, o non solo per quella. Lo sta facendo perché è convinta che sia un suo diritto allontanarsi dalla malinconia. L’ultima discesa della stagione del Circo Bianco è in programma mercoledì. Molto potrebbe dipendere dal meteo, che in caso di annullamento della prova aiuterebbe Sofia. Ma non è questo il punto. Il punto è che aveva ragione l’Ulisse di Dante. Mai avere paura di varcare le colonne d’Ercole. Forza Sofia. E dopo, sia quel che sia.