Luca Pancalli (in primo piano a sinistra) durante l’incontro in diretta RaiSport
Luca Pancalli (in primo piano a sinistra) durante l’incontro in diretta RaiSport
Siparietto su RaiSport con il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli “convocato” di fronte alle telecamere dal ct del nuoto Riccardo Vernole. Ad attenderlo, le ragazze plurimedagliate, alcuni nuotatori. Pancalli scherza sul fatto di aver risposto alla “convocazione” del ct e ne chiede la ragione. Un tuffo nel passato per lui, grande nuotatore paralimpico, prima di intraprendere la carriera di dirigente, trovarsi “convocato” in mezzo alle atlete. Vernole estrae una calottina, il nome è Pancalli, il numero l’1....

Siparietto su RaiSport con il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli “convocato” di fronte alle telecamere dal ct del nuoto Riccardo Vernole. Ad attenderlo, le ragazze plurimedagliate, alcuni nuotatori. Pancalli scherza sul fatto di aver risposto alla “convocazione” del ct e ne chiede la ragione. Un tuffo nel passato per lui, grande nuotatore paralimpico, prima di intraprendere la carriera di dirigente, trovarsi “convocato” in mezzo alle atlete.

Vernole estrae una calottina, il nome è Pancalli, il numero l’1. La porge al presidente ricordando che il Pancalli nuotatore ispirò l’accostarsi alle piscine di tanti ragazzi e dicendosi certo che nel suo cuore batta ancora un cuore d’atleta. Rivolgenosi a Pancalli dandogli del lei, chiamandolo “presidente” in favore di telecamere, ma scivolando subito nel tu, ben più spontaneo e quotidiano.

Immediato l’abbraccio, i baci (con mascherina d’ordinanza), che Pancalli estende una ad una a tutte le nuotatrici.

Carlotta Gilli dice che “è sempre molto piacevole passare il tempo insieme a lui. Ci insegna tanto e dentro di sé è ancora un atleta”.

Quella che fin qui sembrava - e senz’altro era - una scena preordinata, conosce una virata emotiva con stati d’animo che scalzano ogni tantativo di recita.

Pancalli è commosso, prova a stempera con una battuta sulla differenza delle calottine di oggi rispetto a quelle di quando lui gareggiava. Alza la testa e, mostrando il dono ricevuto, dice: “Da atleta condivido la calottina con Roberto Valori (presidente della Federazione nuoto paralimpica che è lì a due passi ndr)”. Pancalli, generalmente loquacissimo, si sorprende incapace di esprimersi.

“Non ho più parole. Chi mi conosce, sa come vivo questo movimento, che è cresciuto tanto perché sono straordinari loro”, afferma indicando gli atleti.

Ma lo è tutto il movimento, le famiglie che i ragazzi ringraziano dopo ogni medaglia, interviene l’intervistatrice Arianna Secondini. Che prosegue: “Vedere Pancalli senza parole è stupendo“.

Si fa avanti Federico Morlacchi, navigato portabandiera assieme a Bebe Vio alla cerimonia di apertura. “Ho visto Pancalli piangere una sola volta. Mi portò bene. Presidente, non potevi piangere prima?” scherza, alludendo forse alla sua non brillantissima giornata inaugurale.

Pancalli torna nei suoi panni: “Non è mai merito di una sola persona ma di una squadra, di quelli che lavorano nell’ombra, che sono invisibili. Ho l’onore e l’orgoglio di avere una squadra come questa, come quelle che rappresentano tutte le discipline e il tutto il movimento. E che regalano non solo medaglie, ma anche dignità allo sport paralimpico”.

Dall’Acquatic center è tutto, a voi la linea.

Piero Ceccatelli