A pochi giorni dalle contestazioni dei cavalieri al nuovo format olimpico, che hanno creato una spaccatura addirittura all’interno della Commissione salto ostacoli Fei, a quest’ultima è arrivato un altro duro colpo: il Csio francese di La Baule, uno dei "gioielli" della Longines Fei Nations Cup, lascia il massimo circuito a squadre. La...

A pochi giorni dalle contestazioni dei cavalieri al nuovo format olimpico, che hanno creato una spaccatura addirittura all’interno della Commissione salto ostacoli Fei, a quest’ultima è arrivato un altro duro colpo: il Csio francese di La Baule, uno dei "gioielli" della Longines Fei Nations Cup, lascia il massimo circuito a squadre. La celeberrima Coppa delle Nazioni di La Baule (5-8 maggio 2022) passerà sotto l’egida Rolex, come già hanno fatto gli Csio di Aquisgrana, Calgary, Roma-Piazza di Siena, nonché Den Bosch e Knokke Hippique. "L’obiettivo – ha dichiarato Pierre de Brissac, presidente del comitato organizzatore transalpino – è quello di promuovere e valorizzare l’equitazione portandola all’altezza dell’élite e delle aspettative dei nostri partners e del pubblico".

Tra i motivi di questa clamorosa scelta gli osservatori indicano non solo i troppi "paletti" organizzativi ed economici del "mondo Fei", ma anche il desiderio degli organizzatori francesi di appartenere a un "plateau" di eventi selettivi e innovativi anche sul piano mediatico. Tutto questo alla vigilia del Csi di Ginevra (9-12 dicembre), tra i più blasonati meeting dell’universo sportivo Rolex, che propone anche la celeberrima Top Ten organizzata dal Riders Club e riservata ai migliori 10 cavalieri della computer list mondiale. Intanto nel weekedn sono molteplici gli appuntamenti in calendario con partecipazione azzurra: il "quattro stelle" francese di Valence (Bucci e Martinengo Marquet), il "tre stelle" di Oliva, in Spagna (Bicocchi, Moneta, Paini e uno stuolo di giovani), nonché i "due stelle" di Riesenbeck in Germania (Cristofoletti, Di Fulvio, Callegari) e di Opgglabbeek in Belgio (Garofalo, Carbone, Larkin, Montini, e Maggiore).

Paolo Manili