Giuseppe Tassi

Capelli Rossi è fuori dal Masters ed ha perso al tie-break contro Medvedev ma ha conquistato il cuore dei tifosi. La vittoria più grande di Jannik Sinner è la nuova immagine di sé che ha saputo costruire nell’avveniristico stadio del tennis di Torino.

Sotto quelle luci blu, con il pubblico avvolto da un buio profondo, Capelli Rossi ha cancellato il cliché di ragazzo prodigio, algido, silenzioso, chiuso in se stesso e nel suo mondo a forma di racchetta. Un altoatesino con tutti i crismi della sua gente austera. Anche la dura e spigolosa battaglia contro un Medvedev che gioca da marziano esalta l’umanità di Sinner. Un tennis troppo monocorde e prevedibile finisce per mettere in palla il russo ma sul piano emotivo Capelli Rossi non molla.

È sempre presente e concentrato, accetta una sfida impari contro il numero due del mondo e la gioca con tutta l’intensità dei suoi vent’anni, infiammando il pubblico che lo invoca a gran voce con il pugno alzato ad ogni colpo vincente.

Al Master è nata una stella vera, un giovane uomo che non ha pudore a mostrare le sue emozioni e a viverle con intensità.

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