Zlatan Ibrahimovic, 39 anni, ha appena rinnovato il suo contratto per un altro anno con il Milan: ma tra infortuni, inchiesta Uefa e multa ieri è stata una giornata nera
Zlatan Ibrahimovic, 39 anni, ha appena rinnovato il suo contratto per un altro anno con il Milan: ma tra infortuni, inchiesta Uefa e multa ieri è stata una giornata nera
di Luca Talotta La notte da incubo che nessuno avrebbe voluto vivere, quella dove da indiscussa protagonista delle zone nobili della classifica, lì ad oscillare sempre tra il primo ed il secondo posto, d’un tratto ti ritrovi addirittura quinto, fuori dalla ricca zona Champions League. Non era mai accaduto in questo campionato ed è paradossale pensare come il Milan, primo dalla quarta alla 21esima giornata di A, sia stato capace di sperperare quanto di buono fatto nel corso dell’anno con una serie di inciampi tanto clamorosi quanto ingiustificati. E ora che la bagarre...

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Luca Talotta

La notte da incubo che nessuno avrebbe voluto vivere, quella dove da indiscussa protagonista delle zone nobili della classifica, lì ad oscillare sempre tra il primo ed il secondo posto, d’un tratto ti ritrovi addirittura quinto, fuori dalla ricca zona Champions League. Non era mai accaduto in questo campionato ed è paradossale pensare come il Milan, primo dalla quarta alla 21esima giornata di A, sia stato capace di sperperare quanto di buono fatto nel corso dell’anno con una serie di inciampi tanto clamorosi quanto ingiustificati. E ora che la bagarre Champions s’infiamma, la classifica è amara e cruda. Ma non è stata di certo la sconfitta di ieri sera contro la Lazio, seppur dolorosa, a certificare che questo Milan è in una fase involutiva. Racimolare due punti contro Udinese, Sampdoria e Sassuolo, quello sì che ha certificato la crisi del Diavolo.

L’involuzione c’è, ora serve metterci una pezza. Perché la qualificazione alla Champions troppo importante per rinunciarci ancora una volta, per l’ottavo anno di seguito. Non verrebbe giustificata la spesa, ampia, per il rinnovo di contratto di Ibra (e i suoi sette milioni di euro di lauto stipendio) e non permetterebbe nemmeno di mantenere in rosa i vari Donnarumma, Calhanoglu e Romagnoli, che in quel caso sarebbero sacrificati in chiave mercato sull’altare della sostenibilità di bilancio. Che l’assenza di Ibra abbia pesato è lecito immaginarselo, anche perché Mandzukic prima e Leao poi non sono sembrati fulmini di guerra. Anche se lo svedese non ha perso tempo per far parlare di sé, seppur indirettamente: la notizia delle sue quote in una società di scommesse è arrivata sul tavolo dell’Uefa, che ha deciso di aprire un procedimento. In osservanza all’articolo 31 del regolamento disciplinare, è stato nominato un ispettore dalla commissione etica e disciplinare, per condurre un’indagine preliminare sul caso. L’accusa vedrebbe il potenziale interesse da parte di Ibrahimovic in un’attività vietata dal codice etico Uefa. Nel caso fosse confermata la violazione, Ibra rischia una multa o addirittura una sospensione da tutte le attività legate al calcio per un periodo temporale da definire. Il marchio di scommesse sportive Bethard.com, di cui lo svedese è co-proprietario, ha sede a Malta. La società Unknown AB di Zlatan deterrebbe circa il 10% delle azioni di Gameday Group PLC, che a sua volta è l`unico azionista di Bethard. E poiché le regole della Fifa si applicano a tutte le sue competizioni e le regole Uefa si applicano a tutte le partite sotto l’egida di Nyon, nel mirino ci sarebbero quindi sia le gare di qualificazione mondiale a cui ha preso parte recentemente Zlatan con la Svezia, sia i match di Europa League

Ma di Ibrahimovic si è interessata anche la FIGC, che gli ha comminato un’ammenda di 4.000 euro per la famosa lite avvenuta con Lukaku durante la gara di Coppa Italia Inter-Milan del 26 gennaio scorso.