Zlatan Ibrahimovic, 39 anni, croce e delizia: l’assist per l’1-0, poi il rosso per proteste
Zlatan Ibrahimovic, 39 anni, croce e delizia: l’assist per l’1-0, poi il rosso per proteste
di Luca Talotta L’incavolatura nel finale di gara di Paolo Maldini; ma anche l’espulsione di Ibrahimovic e tre punti che danno comunque ossigeno. Complicarsi la vita, un po’ da soli e un po’ (molto?) per merito degli altri, ma riuscire comunque a portare a casa la vittoria, nonostante un gesto di lesa maestà che avrà strascichi sicuramente importanti. Il Milan espugna il Tardini di Parma, mantiene la sua seconda posizione in classifica ma perde Ibrahimovic. L’uomo delle prodezze, lo showman di Sanremo, il cacciatore di...

di Luca Talotta

L’incavolatura nel finale di gara di Paolo Maldini; ma anche l’espulsione di Ibrahimovic e tre punti che danno comunque ossigeno. Complicarsi la vita, un po’ da soli e un po’ (molto?) per merito degli altri, ma riuscire comunque a portare a casa la vittoria, nonostante un gesto di lesa maestà che avrà strascichi sicuramente importanti. Il Milan espugna il Tardini di Parma, mantiene la sua seconda posizione in classifica ma perde Ibrahimovic. L’uomo delle prodezze, lo showman di Sanremo, il cacciatore di leoni, l’attore di Asterix e Obelix; che, dall’alto dei suoi 40 anni, dice quella cosa in più che manda su tutte le furie l’arbitro Maresca, che fin troppo velocemente decide di espellerlo.

Della sfida di Parma non ci si ricorderà dell’ottimo primo tempo del Milan, chiuso sul 2-0 grazie alle reti di Rebic e Kessie, delle parate decisive di Donnarumma e del gol nel finale di Leao; ma solo del rosso a Ibrahimovic, cacciato da Maresca dopo un prolungato scambio d’opinioni poco amicale al 60’, con oltre mezzora di gara ancora da giocare: a far scattare l’ira del numero 9 rossonero un fallo, a suo avviso non fischiato, di Kucka proprio ai suoi danni. Ma a 40 anni, dopo oltre 20 di carriera, farsi buttare fuori per reiterate proteste non è comportamento da vero leader. Al di là se la decisione di Maresca sia stata frettolosa o meno, il che non offre un alibi a Ibra: lasciare la squadra da sola, in un momento così delicato sia della gara, sia della stagione, non va bene.

Anche perché ora lo svedese, alla seconda espulsione stagionale dopo quella nel derby di Coppa Italia che sancì l’eliminazione dei rossoneri dalla manifestazione, salterà sicuramente la sfida contro il Genoa di domenica prossima; ma a rischio c’è anche il match infrasettimanale contro il Sassuolo, in programma mercoledì 21 aprile: due sfide fondamentali nella rincorsa alla Champions, qualificazione che permetterà ai rossoneri, se raggiunta, di avere quegli introiti economici che pagheranno tra gli altri anche i soldi previsto nel suo nuovo contratto: "Ibra? Siamo vicinissimi al rinnovo" aveva ammesso Maldini nel pregara. Il quale, poi, si è visto tradito dal gigante svedese, giocatore che lui stessa ha voluto fortemente al Milan e sul quale ha puntato per la rinascita dei rossoneri. "Zlatan mi ha detto che non ha assolutamente offeso l’arbitro".

L’ultima frase che gli avrebbe detto è "allora non ti interessa quello che dico io, sembra strano eh" le parole di Pioli; il quale ha provato a difendere, però, chi è indifendibile. Sperando che questa sua nuova espulsione non risulti decisiva come quella avvenuta in Coppa Italia a suo tempo contro l’Inter.