Mario Mandzukic, 34 anni, e Zlatan Ibrahimovic (39): insieme in campo solo 63’
Mario Mandzukic, 34 anni, e Zlatan Ibrahimovic (39): insieme in campo solo 63’
di Luca Talotta Cercasi gol disperatamente. La bella prestazione di Manchester, che è valsa un pareggio per 1-1 nella gara d’andata degli ottavi di Europa League e getta nel corpo dei giovani diavoli rossoneri una certa dose di ottimismo in vista della sfida di ritorno di giovedì prossimo, ha ribadito ancora una volta che questo Milan, purtroppo, ha seri problemi in fase offensiva. In mancanza di Ibrahimovic, con Mandzukic ancora fermo ai box e Rebic fuori per infortunio, tutto il peso del reparto offensivo è gravato sulle spalle di Leao; il quale, però, ha ancora una volta disputato la sua...

di Luca Talotta

Cercasi gol disperatamente. La bella prestazione di Manchester, che è valsa un pareggio per 1-1 nella gara d’andata degli ottavi di Europa League e getta nel corpo dei giovani diavoli rossoneri una certa dose di ottimismo in vista della sfida di ritorno di giovedì prossimo, ha ribadito ancora una volta che questo Milan, purtroppo, ha seri problemi in fase offensiva. In mancanza di Ibrahimovic, con Mandzukic ancora fermo ai box e Rebic fuori per infortunio, tutto il peso del reparto offensivo è gravato sulle spalle di Leao; il quale, però, ha ancora una volta disputato la sua classica gara da luci (poche) e ombre (molte), finendo nell’anonimato e non riuscendo mai a rendersi seriamente pericoloso, se non subito in avvio di gara con un gol annullato per fuorigioco dopo tre minuti. E che in casa Milan ci sia un problema in attacco sono i numeri a dirlo: con le sue 50 reti segnate in 26 gare, la formazione rossonera è quella che ha segnato meno tra le prime sei della classifica, distante ben 13 reti dall’Inter top scorer (63 marcature).

E se da un lato è vero che il Milan, finora, ha mandato a segno 15 giocatori differenti, è altrettanto vero che dietro Ibrahimovic (14 reti in altrettante gare, un gol ogni 78’ giocati) non si intravedono altri top scorer: secondo marcatore è Kessie a quota nove (con otto rigori però), dietro a lui il già citato Leao e Rebic, con cinque marcature a testa, e Theo Hernandez (a quota quattro). La carica dell’ottimo risultato di Manchester da una parte, ma la necessità di trovare qualcuno che la butti dentro dall’altra; perché il solo Leao non basta, questo Milan ha bisogno di Ibrahimovic e Mandzukic. Ma se lo svedese sta accelerando dal suo infortunio agli adduttori e punta dritto al rientro per la sfida di ritorno di Europa League di giovedì prossimo contro il Manchester United al pari di Bennacer (assai più probabile però un loro rientro domenica 21 nella trasferta contro la Fiorentina), permane un alone di mistero sul croato: Mandzukic è fuori dal 19 febbraio per un problema muscolare e sulla sua data di rientro non ci sono certezze.

Non il massimo per un calciatore che ha ottenuto due milioni di euro di stipendio per sei mesi, che ha una clausola di rinnovo automatico in caso di qualificazione dei rossoneri alla Champions League a 3,6 milioni l’anno e che, finora, ha giocato la misera cifra di 158 minuti (oltre 12mila euro al minuto il costo). E la coppia Ibra-Mandzukic? Quella che nei sogni dei tifosi rossoneri sarebbe potuto essere un asse offensivo perfetto ad oggi ha giocato assieme solo 63’ (20 in Milan-Atalanta 0-3, 17 in Bologna-Milan 1-2 e 26 in Spezia-Milan 2-0). Intanto Pioli per la sfida contro il Napoli di domani sera recupera Romagnoli, Theo Hernandez e Calhanoglu, ancora in dubbio Rebic che dovrebbe comunque essere convocato. Tegola in vista per Calabria: il terzino non si è allenato a causa di un problema al pube rimediato nel match contro il Manchester United. Altamente in dubbio quindi la sua presenza a San Siro domani sera.