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23 mag 2022

I sogni della Ferrari tornano ai box

Leclerc fermato da un problema meccanico mentre stava dominando, Verstappen vince e sorpassa

23 mag 2022
leo turrini
Sport
Sopra, la Ferrari di Leclerc dopo il ritiro. A destra la disperazione del monegasco che stava vincendo
Sopra, la Ferrari di Leclerc dopo il ritiro. A destra la disperazione del monegasco che stava vincendo
Sopra, la Ferrari di Leclerc dopo il ritiro. A destra la disperazione del monegasco che stava vincendo
Sopra, la Ferrari di Leclerc dopo il ritiro. A destra la disperazione del monegasco che stava vincendo
Sopra, la Ferrari di Leclerc dopo il ritiro. A destra la disperazione del monegasco che stava vincendo
Sopra, la Ferrari di Leclerc dopo il ritiro. A destra la disperazione del monegasco che stava vincendo

di Leo Turrini

Come diavolo la racconti, una domenica così? La miglior Ferrari di primavera, dominante in tutto e per tutto, grazie ad un pilota straordinario, è rimasta di colpo a piedi, vanificando in un istante il grandissimo lavoro che era stato fatto a Maranello per dare soluzioni ai problemi che nelle gare precedenti avevano vanificato le qualità di Carletto. Che cosa è successo? Soprattutto, perché è accaduto? La domanda si è stampata immediatamente nel cervello di Mattia Binotto, che ha accolto con muta disperazione il messaggio via radio di Leclerc. Quel “No, no!” con il quale il ragazzo ha comunicato l’istantanea percezione che il sogno stava malinconicamente svanendo.

In attesa, come si dice in gergo, di ulteriori investigazioni, la sensazione netta è stata che a tradire il monegasco sia stato un cedimento della power unit. Classico problema di affidabilità. Raro nella F1 del nuovo millennio. Ma eccoci qua…

"Fa male". Leclerc è stato grande anche nella delusione. Non ha nemmeno atteso la fine della gara per esternare le sue sensazioni. Anzi, è stato lui a fare coraggio ai compagni di lavoro, ai meccanici e agli ingegneri. Un atteggiamento davvero da leader, in un momento oggettivamente delicato per la squadra. Infatti per la prima volta Carletto e la Ferrari non sono più al comando delle classifiche iridate.

"Così fa molto male, perché non stavo assolutamente forzando. Ero in perfetto controllo, la vettura gestiva splendidamente le gomme, insomma, ero tranquillo, mi sentivo ormai la vittoria in tasca. È un grandissimo dispiacere, ma dobbiamo avere la consapevolezza che la nostra era la macchina migliore e dobbiamo ripartire da qui. A Verstappen è già capitato due volte di non concludere la corsa. Io non sono depresso, sono solo turbato dall’amarezza per una occasione perduta. Ma siamo sulla strada giusta e lo sappiamo". Leclerc dixit.

"Fiducia". Nonostante il colpo basso, Mattia Binotto ha cercato di sfoderare doti da incassatore, manco fosse Muhammad Ali stretto alle corde dalle bordate di George Foreman. "Conosco alla perfezione chi in fabbrica si occupa della power unit – ha spiegato il capo del reparto corse –. Non è minimamente in discussione la fiducia nelle loro capacità. Siamo dispiaciuti perché la macchina stava offrendo una prestazione straordinaria, eravamo nettamente superiori. È da lì che dobbiamo ripartire. Con serenità, è una strada lunga che abbiamo davanti…"

Per Sainz. Crack sul motore di Leclerc a parte, Barcellona ha imposto un’altra riflessione ai vertici Ferrari. Di nuovo, Carlitos Sainz ha sbagliato la partenza. Poi è anche finito fuori pista. E con la stessa macchina con la quale Leclerc stava dominando, lo spagnolo non è andato più in là del quarto posto.

"Dobbiamo essere noi ad andare incontro alle esigenze di Carlos – ha spiegato Binotto –. Crediamo in lui, vogliamo metterlo in condizione di capire meglio la macchina. Sin dalla gara di Montecarlo".

Ma tra il dire e il fare…

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