di Leo Turrini Nice che dice? Nice inteso come Nietzsche e la sua filosofica teoria sull’eterno ritorno del sempre uguale: cioè in Portogallo si rivede una Mercedes dominante, con la Red Bull alle corde. E così Lewis Hamilton ha dilatato il vantaggio su Max Verstappen. Mentre la Ferrari si è persa in fretta nelle retrovie. IL GIALLO. Veleno nella coda, a proposito dell’olandese. In extremis, montando gomme freschissime, il Tulipano aveva siglato il giro più veloce. Ma il punticino aggiuntivo è stato tolto a Max dai giudici: i...

di Leo Turrini

Nice che dice? Nice inteso come Nietzsche e la sua filosofica teoria sull’eterno ritorno del sempre uguale: cioè in Portogallo si rivede una Mercedes dominante, con la Red Bull alle corde. E così Lewis Hamilton ha dilatato il vantaggio su Max Verstappen. Mentre la Ferrari si è persa in fretta nelle retrovie.

IL GIALLO. Veleno nella coda, a proposito dell’olandese. In extremis, montando gomme freschissime, il Tulipano aveva siglato il giro più veloce. Ma il punticino aggiuntivo è stato tolto a Max dai giudici: i sensori conficcati nell’asfalto hanno beccato la Red Bull con le quattro ruote oltre i limiti della pista.

È la terza volta nella stagione che Verstappen viene castigato dalla giuria per lo stesso motivo.

In Bahrain dovette restituire il primo a posto ad Hamilton per una questione di centimetri. Sabato a Portimao gli è stato tolto il tempo nella caccia alla pole.

Ieri, l’ennesima beffa.

PIÙ FORTE. In verità a Portimao l’olandese ha tentato di opporsi allo strapotere di Hamilton. Ha anche eseguito un bel sorpasso ai danni del campione del mondo, ma alla distanza la Mercedes ha palesato una superiorità netta. "Abbiamo lavorato molto bene – ha spiegato il detentore del titolo – Avevo un gran passo e sinceramente non ho mai temuto di poter essere battuto dalla Red Bull".

In casa Mercedes sono convinti di avere ormai risolto il problema al retrotreno che aveva condizionato la prestazione della macchina nelle prime due tappe del campionato.

"Ci dispiace però per Bottas – ha spiegato Toto Wolff – Sulla sua vettura la power unit ha manifestato dei problemi ed è un peccato, perché puntavamo a fare doppietta. Ora guardiamo con fiducia alla prossima tappa di Barcellona".

ROSSE GIÙ. Passo indietro per la Ferrari. Ritmo modesto, una mancanza di incisività in qualunque fase della corsa. Nell’ordine d’arrivo la fotografia del disappunto: sesto Leclerc, tenuto a distanza anche dalla McLaren di Lando Norris. Addirittura fuori dai punti Carlos Sainz, che pure sulla griglia di partenza era davanti al compagno di squadra.

"Non è stata una bella domenica per la squadra – ha spiegato lo spagnolo – Sono deluso dalla mia prestazione, debbo migliorare in tante cose".

Malinconico anche Leclerc. "Non sono stato perfetto – ha detto il monegasco – Ci sono cose che dobbiamo considerare con pazienza a proposito della nostra macchina, qui in Portogallo non siamo riusciti ad essere competitivi come speravamo".

IN SPAGNA. Ora la Formula Uno si sposta subito in Spagna. Venerdì le prove libere a Barcellona. Per la Ferrari c’è una ricorrenza da onorare: venticinque anni fa, in Catalogna, Michael Schumacher conquistò la prima delle sue 72 vittorie con la Rossa. Era il 1996.