di Leo Turrini Firmerà, prima o poi. Anche perché l’alternativa è un anno da spettatore. Ma il tempo passa, all’inizio della nuova stagione di Formula Uno mancano poco più di due mesi e Lewis Hamilton, ufficialmente, è ancora senza contratto. Non che il sette volte campione del mondo, uomo dei record per pole e vittorie, non che, dicevo, dia l’impressione di essere turbato. Recentemente ha postato sul web sue istantanee sulla neve, in stile super eroe dei fumetti. Alla ipotesi di una rottura con la Mercedes, pochi...

di Leo Turrini

Firmerà, prima o poi. Anche perché l’alternativa è un anno da spettatore. Ma il tempo passa, all’inizio della nuova stagione di Formula Uno mancano poco più di due mesi e Lewis Hamilton, ufficialmente, è ancora senza contratto.

Non che il sette volte campione del mondo, uomo dei record per pole e vittorie, non che, dicevo, dia l’impressione di essere turbato. Recentemente ha postato sul web sue istantanee sulla neve, in stile super eroe dei fumetti. Alla ipotesi di una rottura con la Mercedes, pochi prestano credito. E ci sta. Solo che...

Solo che l’accordo era atteso per l’autunno. Poi era circolata voce di un annuncio pre natalizio. Quindi si era parlato di Capodanno. E invece niente. Ancora niente.

Poiché Hamilton non ha cercato altre soluzioni (del resto team come Ferrari, Red Bull, Alpine Renault, Aston Martin e McLaren stanno a posto, come piloti), è evidente che qualcosa sta rallentando la trattativa.

I soldi? Forse. Lewis è una superstar assoluta ed è abituato ad intascare minimo 45 milioni di euro all’anno, più bonus assortiti. Ma anche la F1, come l’intero sport business, ha visto crollare i ricavi causa Covid.

Di più. Mercedes ha ceduto un terzo della Scuderia a Ineos, il mega sponsor che ha rimpiazzato Sky nel ciclismo e che partecipa pure alla Coppa America di vela. Si mormora che da Stoccarda vogliano tagliare il budget per i Gran Premi. Ma Hamilton non accetta riduzioni di stipendio.

Ancora. Come tanti costruttori, anche Mercedes scommette sul green per il futuro. La cosa buffa (ma che potrebbe facilitare un compromesso tra le parti, paradossalmente) è che Lewis è molto sensibili alle tematiche “ecologiche”.

Infine. Infine, anche se sembra quasi uno scherzo, il team che domina la F1 dal 2014, dalla introduzione cioè dei motori ibridi, sa perfettamente di godere ancora di un netto vantaggio sulla concorrenza. Così netto che persino il semi debuttante Russell stava vincendo una gara con la Freccia Nera, quando il sette volte iridato fu fermato dal virus. Tradotto: se Hamilton tirasse troppo la corda, sarebbe pronta una soluzione al risparmio...

Per chiudere. Io sono convinto che una intesa arriverà, magari solo per dodici mesi, giusto per consentire a Lewis di staccare Schumi nella graduatoria dei pluriridati, 8 a 7. Tra l’altro chi governa l’automobilismo ha tutto l’interesse a conservare Hamilton sulla griglia di partenza, la popolarità planetaria del personaggio rimane straordinaria.

Ma la situazione è curiosa. E’ come se a due mesi dalla prima partita Lebron James o Cristiano Ronaldo o Tom Brady fossero, incredibilmente, senza contratto...