di Leo Turrini Per la serie “io c’ero davvero”, beh, il 9 giugno 2007 stavo lì a Montreal quando un ragazzo chiamato Lewis Hamilton firmò la prima pole in carriera. Nessuno dei presenti avrebbe osato immaginare che un giorno l’allora pilota della McLaren avrebbe festeggiato la pole numero 100. È accaduto ieri a Barcellona. Tripla cifra! Un record pazzesco. Per capirci, Schumi, secondo nella speciale classifica, si fermò a quota 68. Tanto di cappello alla Mercedes, che di sicuro molto ha contribuito alla impresa del Re. Ma non di rado...

di Leo Turrini

Per la serie “io c’ero davvero”, beh, il 9 giugno 2007 stavo lì a Montreal quando un ragazzo chiamato Lewis Hamilton firmò la prima pole in carriera. Nessuno dei presenti avrebbe osato immaginare che un giorno l’allora pilota della McLaren avrebbe festeggiato la pole numero 100. È accaduto ieri a Barcellona.

Tripla cifra! Un record pazzesco. Per capirci, Schumi, secondo nella speciale classifica, si fermò a quota 68. Tanto di cappello alla Mercedes, che di sicuro molto ha contribuito alla impresa del Re. Ma non di rado Lewis ci ha messo del suo. Anche nel sabato catalano: perché ci voleva un giro perfetto per tenere dietro uno scatenato Verstappen. E ovviamente Hamilton lo ha fatto. A mio sommesso parere, la centesima volta del Campionissimo vale le 7 Milano-Sanremo di Eddie Merckx in bicicletta o i 13 Roland Garros conquistati con la racchetta da Rafa Nadal.

Le parole. "Sono emozionato come quel sabato in Canada di 14 anni fa – ha detto il sette volte iridato –. Ringrazio la Mercedes, la squadra continua a sostenermi in modo straordinario. È un grande traguardo. Ora però è tempo di pensare al Gp".

In gara. Giusto. In Spagna (il via oggi alle 15, diretta Sky) si rinnoverà il duello con l’olandese volante. Fino all’ultimo respiro Verstappen ha creduto di poter costringere Hamilton a rinviare l’appuntamento con la Storia. Non ci è riuscito ma conoscendo il soggetto si può star certi che in gara l’asso della Red Bull andrà subito all’attacco. Una settimana fa, in Portogallo, sul passo gara la Mercedes si è dimostrata superiore. I Bibitari vogliono rifarsi ma non sarà presumibilmente di aiuto a Verstappen il compagno Perez, deludente ieri.

Ferrari ok. Adesso vengo alla Rossa amatissima, fin qui ignorata perché la Tripla Cifra di Hamilton meritava assolutamente la precedenza. Le notizie sono incoraggianti. Carletto Leclerc è stato formidabile: ha collocato la macchina in seconda fila, dietro l’altra Mercedes di Bottas. Il Principe di Monaco è bravissimo ad estrarre il massimo dalla vettura. "Di più non si poteva ottenere – ha raccontato Leclerc –. I primi tre erano irraggiungibili. Ora speriamo di confermare i progressi anche in corsa". Qui rischia di cascare l’asino, perché sulla distanza la Ferrari finisce sempre nei guai causa difficoltà con le gomme. Ieri è andato bene anche Sainz, in terza fila con l’altra Rossa.

Delusi. Chiudo con una nota malinconica. Con la Alpine Renault Alonso è stato più lento del compagno Ocon. Con la Aston Martin Vettel è stato più lento di Stroll. Con la Alfa Romeo Raikkonen è stato più lento di Giovinazzi. Alonso, Vettel e Raikkonen sono stati i rivali storici di Hamilton. Per tanti e diversi motivi, non sono invecchiati bene come il Re.

Buona domenica.