di Mattia Todisco La Germania è più viva che mai. Nella competizione che la vede regina incontrastata, tre vittorie come la Spagna, la formazione di Low rialza la testa superando il Portogallo di Ronaldo. Quattro a due, in rimonta, dopo aver subito un immeritato svantaggio. Il protagonista assoluto è un "italiano", l’atalantino Gosens, che firma il poker partecipando a tutte le azioni più...

di Mattia Todisco

La Germania è più viva che mai. Nella competizione che la vede regina incontrastata, tre vittorie come la Spagna, la formazione di Low rialza la testa superando il Portogallo di Ronaldo. Quattro a due, in rimonta, dopo aver subito un immeritato svantaggio. Il protagonista assoluto è un "italiano", l’atalantino Gosens, che firma il poker partecipando a tutte le azioni più offensive più importanti. Il pareggio tra Ungheria e Francia tiene tutto in discussione per ogni posizione nel gruppo F. Tutto si deciderà mercoledì 23 alle 21, quando Portogallo-Francia e Germania-Ungheria si disputeranno in contemporanea. I campioni d’Europa, la squadra di Cristiano Ronaldo, rischiano molto. Dopo il 3-0 all’Ungheria si trovano con una differenza reti peggiore della Francia, pari a quella della Germania. È la conseguenza di un atteggiamento troppo improntato sul contropiede e di una fase difensiva con pesanti lacune sul settore destro, dove Semedo viene annichilito dai tagli di Gosens. Non basta il vantaggio siglato dopo un quarto d’ora da CR7, che ha anche il merito di ricambiare l’assist a Diogo Jota per il 4-2 a 25’ dalla fine. La Germania ha sì qualche pecca quando arretra, subisce un gol su corner a favore e un altro su un piazzato letto malissimo dalla linea difensiva, in compenso ha un gioco organizzato e sfrutta i cambi di gioco in maniera letale, senza che Fernando Santos riesca a opporre adeguata opposizione. Sono i cross dal fondo a causare le due autoreti di Ruben Dias e Raphael Guerreiro che ribaltano subito il risultato, lo stesso vale per terzo e quarto centro in avvio di ripresa, spinti in rete da Havertz e Gosens. Quando il mattatore di serata esce per infortunio, il Portogallo reagisce a la riapre. Low si copre con la fisicità di Emre Can e Goretzka, serra le linee. È abbastanza per portare la barca in porto, anche perché la Dea bendata dà segnali importanti: palo di Renato Sanches a Neuer immobile. Come detto, la Germania è viva.