17 mar 2022

Goggia regina della discesa, è la terza Coppa

Italia in festa: per il secondo anno di fila fa doppietta nelle classifiche di specialità. Sofia con Bassino nel ’21, con Brignone quest’anno

di Gianmario Bonzi

E sono tre. Non come declamava Nando Martellini a Madrid ‘82 dopo il gol di Altobelli alla Germania, ma come le coppe di specialità conquistate da Sofia Goggia in discesa libera, giusto per raggiungere, toh, le tre di Federica Brignone, vinte però in tre discipline diverse, gigante, superG, combinata.

Alla fine basta una dodicesimo posto, ieri, a certificare il trionfo della bergamasca, nel giorno in cui la campionessa mondiale e olimpica in carica Corinne Suter "stecca" paurosamente e finisce solamente 19a, senza guadagnare nemmeno un punticino (alle Finali solo le prime 15 della classifica di ogni gara vanno a punti) e quindi senza impensierire minimamente Goggia.

Per l’Italia femminile è festa grande, perché per la seconda stagione consecutiva arrivano due coppe di specialità: nel 2021 con Bassino (gigante) e sempre Goggia (discesa); quest’anno ancora con Sofia (discesa) e Brignone (superG, una prima assoluta per le azzurre). Pazienza se ieri solo Elena Curtoni è stata in grado di entrare tra le prime dieci, con Brignone undicesima davanti a Goggia, Bassino buona quattordicesima e Nadia Delago lontana.

A vincere, mettendo così una seria ipoteca sulla Coppa del Mondo generale, è stata Mikaela Shiffrin, tanto bistrattata per i deludenti Giochi olimpici, ma capace ieri di sciare divinamente su una pista nuova per tutte a Courchevel (l’Eclipse), e conquistare la terza libera della sua carriera alla quindicesima presenza in questa specialità. Gara dai distacchi minimi, perché il tracciato, pur bello, è stato reso semplice da un disegno controllato come spesso capita sui pendii nuovi.

Alla fine si sono ritrovate in 9 in soli 43 centesimi, le prime cinque (Scheyer e Haehlen seconde a pari merito, Gisin e Gut) addirittura in 0’’16.

Sofia Goggia oggi non sarà al via in superG (dalle 10, con Curtoni, Bassino e Brignone) e guarda al futuro: "Questa è la mia coppa più sofferta e meritata. Devo ancora compiere un’analisi lucida della stagione, ma credo di sapere un po’ idealmente cosa mi potrebbe aiutare. E penso sia una questione di energie e di gestione delle stesse. A un certo punto un pensierino alla Coppa del mondo generale lo avevo fatto... Sono io sicuramente – prosegue la campionessa bergamasca – la prima a sperare di non farmi più male: oltre alla sofferenza fisica e psicologica resta il fatto di dover tornare ogni volta in condizioni completamente diverse. Ho sentito anche la pressione di voler vincere la coppa e ripartire ogni volta con una costruzione della settimana completamente diversa è tosta".

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