Franco Menichelli a Tokyo 1964
Franco Menichelli a Tokyo 1964
È una coincidenza. Ma di quelle che scaldano il cuore. Perché alla fine lo sport è fatto di memorie che si intrecciano con il presente. Vanessa Ferrari ha conquistato la sua storica medaglia d’argento in coincidenza, dicevo, con un compleanno davvero speciale. Infatti oggi, martedì 3 agosto, taglia il traguardo degli ottant’anni Franco Menichelli. Il suo nome dirà comprensibilmente poco...

È una coincidenza. Ma di quelle che scaldano il cuore. Perché alla fine lo sport è fatto di memorie che si intrecciano con il presente.

Vanessa Ferrari ha conquistato la sua storica medaglia d’argento in coincidenza, dicevo, con un compleanno davvero speciale. Infatti oggi, martedì 3 agosto, taglia il traguardo degli ottant’anni Franco Menichelli.

Il suo nome dirà comprensibilmente poco ai più giovani, ma stiamo parlando del più grande ginnasta italiano del 900, insieme al modenese Alberto Braglia e al toscano Yuri Chechi.

Il romano Menichelli, per giunta, conobbe il momento più alto della sua scintillante carriera proprio in occasione della prima Olimpiade disputata qui a Tokyo.

Era il 1964. Non c’era quella brutta bestia della pandemia in circolazione che oggi sta condizionando tutte le nostre vite. Gli impianti erano tutti pieni. E per i giapponesi, la ginnastica è una sorta di religione, hanno sempre venerato i loro campioni nella disciplina.

Quella volta, però, persino i maestri orientali dovettero riconoscere la supremazia dell’atleta arrivato da Roma. In particolare, Menichelli diede spettacolo nella prova a corpo libero, esattamente come Vanessa Ferrari ieri.

Franco anzi fece meglio dell’azzurra, perché con un’esibizione sensazionale convinse la giuria a assegnargli una meritatissima medaglia d’oro. Da allora, tra i cultori della ginnastica Menichelli è diventato un vero e proprio totem. L’azzurro tra l’altro si aggiudicò anche altre due medaglie, una d’argento e una di bronzo.

Tutto ciò non lo rese comunque più popolare del fratello Giampiero che giocava con Sivori nella Juventus di Heriberto Herrera. E qui arriva il colpo di scena che rende tutta la storia anche divertente, oltre che sicuramente speciale.

Fu lo stesso olimpionico infatti a raccontare divertito che sull’aereo che lo riportava in patria dal Giappone dopo la conquista dell’oro le hostess non esitarono a chiedergli una cosa.

L’autografo del fratello calciatore...

l. t.