Giro d'Italia, Fausto Masnada all'arrivo (LaPresse)
Giro d'Italia, Fausto Masnada all'arrivo (LaPresse)

San Giovanni Rotondo, 16 maggio 2019 - Nella tappa 6 del Giro d'Italia 2019 protagonista è l'Italia. Fausto Masnada trionfa sul traguardo di San Giovanni Rotondo, alle sue spalle si piazza Valerio Conti, che si 'consola' prendendosi la maglia rosa. La ciliegina sulla torta infine è rappresentata dal quinto posto di Giovanni Carboni (Bardiani CSF), nuova maglia bianca come miglior giovane nonché secondo nella generale. Ecco le pagelle di Angelo Costa della sesta tappa del giro.

La tappa 7: orari tv, percorso e favoriti

10 a Masnada. Sigilla una grande primavera con la vittoria di tappa al Giro promessa ai fans dopo il successo al Tour of the Alps e soprattutto allo zio Umberto, scomparso due giorni prima della corsa rosa. Bravo ad entrare nei tredici che si giocano la vittoria, sceglie il tempo giusto per l’attacco: la fatica più grossa non è battere Conti, ma convincerlo a dargli una mano nell’assalto finale.

10 a Conti. Già pimpante nell’arrivo di Frascati, quando Ulissi non finalizza il suo grande lavoro, stavolta il romano si mette in proprio e arriva a coronare un sogno. In rosa tre anni dopo Nibali è un premio al ciclismo italiano, ma anche ad un ragazzo che ha lo spirito del garibaldino e fin troppe volte si è fatto tradire da questo.

9 a Roglic. Disinteressandosi alla fuga di giornata, fa i suoi interessi: non perde la maglia rosa, la ‘presta’ ad un’altra squadra in attesa di riprendersela domenica nella crono a San Marino. Scelta strategica azzeccata, perché si toglie di dosso il peso della corsa e anche del dopocorsa: senza attese all’antidoping e i cerimoniali sul palco e in sala stampa, ha più tempo per riposare.

8 a Carboni. Secondo in classifica e maglia bianca: non male per un debuttante. A 23 anni, l’ultima creatura della premiata ditta Bardiani Csf mostra di avere qualità per stare nel grande Giro: dopo un Tour of the Alps al passo di Froome, qui si gioca la prima carta a disposizione. Sbaglia solo a farsi sorprendere da Masnada e Conti: peccati di gioventù.

7 a Conci. Altro debuttante, sfrutta alla grande la chance che gli offre la sua squadra: non teme di andare in fuga e la porta fino in fondo, pagando dazio a una fatica inedita, perché duecento chilometri all’attacco non li aveva mai fatti. Della Giovane Italia è quello che raccoglie meno, ma non va sottovalutato: di uno così si sentirà (ri)parlare presto.