Egan Bernal, colombiano di 24 anni in maglia rosa, e Remco Evenepoel, belga di 21 secondo in classifica a 14“: al Giro è già duello tra i due giovani fenomeni
Egan Bernal, colombiano di 24 anni in maglia rosa, e Remco Evenepoel, belga di 21 secondo in classifica a 14“: al Giro è già duello tra i due giovani fenomeni
di Angelo Costa "Evenepoel? Mi ha sorpreso, evidentemente ha lavorato bene lontano dalle corse". "Bernal? Sono orgoglioso di battermi con uno che ha vinto il Tour, è divertente essere avversari". Il primo giorno di quiete al Giro è uno scambio di carezze fra i due che fin qui hanno infiammato la corsa: fra loro ci sono rispetto e cavalleria, in ognuno di loro c’è la consapevolezza che per arrivare in rosa a Milano si debba batter l’altro. Si ricomincia oggi, con un velocista in meno...

di Angelo Costa

"Evenepoel? Mi ha sorpreso, evidentemente ha lavorato bene lontano dalle corse". "Bernal? Sono orgoglioso di battermi con uno che ha vinto il Tour, è divertente essere avversari".

Il primo giorno di quiete al Giro è uno scambio di carezze fra i due che fin qui hanno infiammato la corsa: fra loro ci sono rispetto e cavalleria, in ognuno di loro c’è la consapevolezza che per arrivare in rosa a Milano si debba batter l’altro. Si ricomincia oggi, con un velocista in meno (Merlier, vincitore a Novara, fiaccato da un virus intestinale) e una tappa fra le più attese: è il giorno degli sterrati senesi, con 35 chilometri di strade bianche nei 70 finali che portano a Montalcino. Classica frazione dedicata al vino (Brunello, of course), non più una crono come negli scorsi anni, anche se il peso non sarà inferiore: c’è terreno per allungare la classifica e anche per lasciare per strada un bel po’ di speranze.

Di speranze sono ricchi i due primattori di un Giro ben interpretato, oltre che ben disegnato: sia Egan Bernal che Remco Evenepoel sanno di non essersi finora risparmiati, ma sono anche consci che il meglio, inteso come difficoltà, debba ancora arrivare. Per entrambi sarà anche un viaggio alla scoperta di se stessi, dopo tanti guai fisici: ha sempre l’incognita della schiena il colombiano, mai tranquillo dal podio di Parigi in poi, ha il dubbio della tenuta su tre settimane il belga, felice di aver superato senza guai i primi dieci giorni dopo i nove mesi senza corse per il volo nel burrone al Lombardia.

"Non so se sono al top, di sicuro non pensavo di arrivare al riposo in rosa. Ora ci aspetta una seconda parte intensa, non si lotterà più sul filo dei secondi: conterà avere buone gambe e recuperare bene. Dovrò scegliere le tappe in cui muovermi, prima della crono finale sarà fondamentale avere un minuto e mezzo su Remco. Montalcino? Ho corso la Strade Bianche (terzo dietro Van der Poel e Alaphilippe, ndr), ma questa è un’altra storia: sarò contento se non perderò secondi", è il proclama di Bernal.

"Più che di poter vincere il Giro, credo in me stesso: non fosse così, non sarei tornato a correre. Non so se potrò arrivare in rosa a Milano, ma vado avanti senza pressioni. E senza far previsioni, perché sulle grandi montagne distacchi e musica cambieranno. Montalcino? Tappa dura, non so se a favore di Bernal, conosco il percorso, so che ci aspetta una giornata calda e polverosa". Anche perché ad alzare temperatura e polverone ci sono lui e quell’altro.