28 mar 2022

Girmay scrive la storia nella Gand Primo africano a vincere la classica

L’eritreo, 21 anni, firma l’impresa. Squilli azzurri fra le donne e gli juniores con l’iridata Balsamo e Capra

angelo costa
Sport
Girmay festeggia dopo aver vinto la Gand-Wevelgem ed entra nella storia
Girmay festeggia dopo aver vinto la Gand-Wevelgem ed entra nella storia
Girmay festeggia dopo aver vinto la Gand-Wevelgem ed entra nella storia

di Angelo Costa

Mai visto un ciclista dell’Africa nera andar forte nelle classiche del Nord, figuriamoci vincerle: grazie a Biniam Girmay, eritreo di Asmara, 22 anni sabato prossimo, la Gand-Wevelgem da cronaca si trasforma direttamente in storia. E’ un giorno memorabile per il ciclismo, ma pure per un Continente che in bici sta facendo passi da gigante. Lo è soprattutto per un ragazzo che sulle pietre delle Fiandre si è presentato per imparare: averlo fatto così in fretta spiega abbastanza del talento che lo accompagna.

Più che entrare in un albo d’oro importante, Girmay vi fa irruzione: lo spingono una fiducia che si è costruito fra la Sanremo, chiusa al dodicesimo posto dopo aver scalato il Poggio coi più forti, e Harelbeke, dove pochi giorni fa è finito quinto su un tracciato di muri e pavè mai visto prima, come tutti quelli al Nord. Qui completa l’opera prima restando agganciato al vagone del favorito Van Aert, poi infilandosi nel quartetto che va a giocarsi la corsa: tattica impeccabile, indice di lucidità e pure di classe. Come di classe è la volata, 250 metri di pura autorità, da campione consumato e non emergente.

"Ullallà", fa segno l’africano sul traguardo, dopo aver castigato Laporte, spedito in fuga per la vittoria dal suo leader Van Aert, più Van Gestel e Stuyven coi quali si è fatto gli ultimi 23 chilometri di corsa, in un ordine d’arrivo zeppo di specialisti di classiche dove il miglior italiano è il suo compagno Pasqualon, quattordicesimo. Ullallà vien da dire davanti a un ragazzo che nel ciclismo dice di aver trovato benevolenza e mai discriminazione, che un anno fa sempre in Belgio ha centrato l’argento mondiale under 23 alle spalle di Baroncini e che sulle strade del Nord racconta di sentirsi a casa perché il pubblico, di nuovo in formato extralarge, lo incita chiamandolo per nome. "Questa vittoria cambierà il mio futuro e quello di tanti ciclisti africani", dice Girmay, che difficilmente vedremo domenica al Fiandre ("Manco da casa da tre mesi, devo staccare", spiega) e sicuramente sarà al Giro d’Italia.

C’è più Italia nelle altre Gand-Wevelgem: quella femminile la conquista l’iridata Elisa Balsamo, al terzo successo in una settimana, quella juniores il sedicenne trentino Thomas Capra. In Catalogna, ultima tappa a Andrea Bagioli e corsa al colombiano Higuita, a Larciano successo di Diego Ulissi su Alessandro Fedeli, che proprio ieri ha visto la sua squadra, la russa Gazprom, chiudere l’attività.

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