Brahim Diaz,
Brahim Diaz,
di Luca Talotta Serata di giubilo, inutile negarlo. Con la concreta consapevolezza di aver piazzato un colpo incredibile. Perché il successo maturato ieri sera all’Allianz Stadium ha il sapore della Champions. Merito soprattutto di Stefano Pioli, capace di giocarsi la carta Brahim Diaz e di trovare una prestazione incredibile da parte della sua squadra: "Diaz? Si cerca di preparare una strategia per la gara e su quella scegliamo i giocatori adatti al nostro modulo - l’ammissione del tecnico emiliano - ma la vittoria non può essere ridotta alla prestazione di un singolo, anzi. Mai come...

di Luca Talotta

Serata di giubilo, inutile negarlo. Con la concreta consapevolezza di aver piazzato un colpo incredibile. Perché il successo maturato ieri sera all’Allianz Stadium ha il sapore della Champions. Merito soprattutto di Stefano Pioli, capace di giocarsi la carta Brahim Diaz e di trovare una prestazione incredibile da parte della sua squadra: "Diaz? Si cerca di preparare una strategia per la gara e su quella scegliamo i giocatori adatti al nostro modulo - l’ammissione del tecnico emiliano - ma la vittoria non può essere ridotta alla prestazione di un singolo, anzi. Mai come questa volta abbiamo vinto, meritatamente, da squadra una gara difficile". Il calendario di certo non agevola il Milan che tornerà in campo già dopodomani nuovamente a Torino ma contro i granata in piena corsa per la salvezza: "Sarà una gara importante, dobbiamo pensare che abbiamo vinto una gara ma che mancano ancora tre partite alla fine e dovremo fare più punti possibili - il pensiero di Pioli - Ibra ko? Zlatan non era al 100%, aveva svolto mezzo allenamento venerdì con il gruppo. È uscito con un ginocchio un po’ dolente, non credo sia niente di grave ma visto che si gioca ogni tre giorni, valuteremo la situazione". Di certo il Milan visto ieri sera a Torino ha vinto soprattutto per il grande spirito di sacrificio visto in campo: "Siamo stati la miglior squadra in Italia per tanto tempo per spirito di sacrifico - ricorda Pioli - e forse un po’ la stanchezza mentale, un po’ l’avere una squadra giovane che fa fatica, ci ha portato a lasciare qualcosa per strada. Sapevamo che serviva una prestazione diversa dal punto di vista dello spirito e l’abbiamo messa in campo". La vittoria più bella? "Era uno scontro diretto, in questo momento del campionato, per un obiettivo cosi importante da raggiungere; se non è la più bella, è sicuramente la più importante". Un 3-0 tanto clamoroso quanto meritato, una zampata maturata lì dove i rossoneri avevano finora sempre perso, con il successo dalle parti di Torino che mancava addirittura dal 2011. In quell’occasione in gol andò Gattuso su assist di Ibra: ieri, invece, a decidere la gara sono stati Diaz, vera scommessa di Pioli che, alla lunga, ha davvero ripagato; Rebic, giocatore finito in panchina proprio per fare spazio allo spagnolo ma capace di entrare a gara in corso e spaccare il match. E Tomori, che sul campo si sta sempre più guadagnando la riconferma. Un Milan capace anche di far passare in secondo piano il rigore sbagliato da Kessie e l’uscita per infortunio di Ibrahimovic. La vera impresa di questa squadra è stata essere riuscita a mantenersi concentrata solo sul campo, senza ascoltare i rumors provenienti dall’esterno. E ora, a tre giornate dalla fine, tutto torna nelle sue mani: basterà rimanere concentrati, proprio come ieri sera a Torino. E poi sarà davvero ritorno in Champions League dopo sette anni. Una cosa che, come ammesso anche da Maldini, nessuno aveva chiesto a Pioli, autore di questo vero miracolo sportivo.