di Luca Talotta Tutti delusi, scontenti e pronti a dirsi addio. Donnarumma da una parte, il Milan e i suoi tifosi dall’altra. Rapporti gelidi, ai minimi storici; sembra essere tornati indietro di quattro anni, quando in quella caldissima estate del 2017 l’allora 18enne estremo difensore rossonero, con Mino Raiola al suo fianco, metteva all’angolo la premiata ditta Fassone-Mirabelli firmando un contratto molto importante, con tanto di tifosi inferociti, lancio di banconote in mezzo al campo e il soprannome Dollarumma affibbiato al giovane portiere campano. Quattro anni dopo, le cose non sembrano...

di Luca Talotta

Tutti delusi, scontenti e pronti a dirsi addio. Donnarumma da una parte, il Milan e i suoi tifosi dall’altra. Rapporti gelidi, ai minimi storici; sembra essere tornati indietro di quattro anni, quando in quella caldissima estate del 2017 l’allora 18enne estremo difensore rossonero, con Mino Raiola al suo fianco, metteva all’angolo la premiata ditta Fassone-Mirabelli firmando un contratto molto importante, con tanto di tifosi inferociti, lancio di banconote in mezzo al campo e il soprannome Dollarumma affibbiato al giovane portiere campano.

Quattro anni dopo, le cose non sembrano molto diverse: l’allora 18enne estremo difensore rossonero oggi di anni ne ha 22 ma si ritrova sempre Mino Raiola al suo fianco, attaccato come non mai al suo patrimonio nel tentativo di valorizzarlo al massimo.

Ed in questa spasmodica ricerca di soldi, palcoscenici e intrighi con altre società, ecco che l’agente italo-olandese rimette all’angolo nuovamente la dirigenza rossonera, non più rappresentata dalla coppia Fassone-Mirabelli ma da Maldini e Massara; con tanto di tifosi nuovamente inferociti contro un Donnarumma reo, a loro dire, di essersi messo a ridere e scherzare con il collega-amico Reina al termine della sfida persa per 3-0 contro la Lazio: "Un gesto infame. Il capitano. 3-0. Dovrebbe correre negli spogliatoi ad attaccarne un paio agli armadietti. E ride" si legge, tra i molti messaggi, sui social. Tutti contro Donnarumma.

C’è chi parla di poca professionalità e chi spera che il ragazzo non ascolti troppo Raiola, etichettato come il deus ex machina di tutta questa contorta trattativa.

Ma la verità è che il 99 rossonero, fra i migliori portieri del mondo da tempo ormai, a 22 anni non sa ancora cos’è la Champions; viene quasi spontaneo, avendo un contratto in scadenza, pensare che si stia guardando intorno per andare in qualche squadra che la Champions gliela garantisce. Ecco perché la sua eventuale permanenza in rossonero dipenderà dal quarto posto finale del Diavolo in campionato.

La volontà di Donnarumma, al di là dell’aspetto economico, è quella di giocare la Champions, ma se il Milan non si qualificherà, questo avrà un peso importante nella scelta finale del giocatore. Gigio vorrebbe restare, come riferito più volte dal diretto interessato. Il quale, però, nel recente passato si è trincerato dietro un assordante silenzio; proprio nel momento più delicato della stagione, in un periodo nel quale forse una frase di riavvicinamento alla società avrebbe anche un peso non indifferente sul campo, Donnarumma ha deciso di smettere di parlare.

Non un bel segnale per la dirigenza, con Maldini e Massara che hanno offerto 8 milioni di euro (uno sforzo economico enorme in tempi di pandemia), provando anche ad inserire una clausola per rendere l’accordo meno vincolante in caso di mancata qualificazione alla Champions l’anno prossimo.

Ma Raiola chiede oltre 10 milioni di euro, una grossa commissione alla firma e, intanto, sta apparecchiando per lo sbarco a Torino, sponda Juventus, del suo assistito.