La mano sul cuore come una promessa: ma Gigio Donnarumma lascerà il Milan
La mano sul cuore come una promessa: ma Gigio Donnarumma lascerà il Milan
di Giulio Mola Sapeva Donnarumma. Il Milan lo aveva avvertito all’alba della primavera di non tirare troppo la corda. Che alla fine si è spezzata. Alla dirigenza rossonera, compatta e coerente sin dal primo momento, non è andato giù l’atteggiamento del portiere ma ancor di più del suo manager Mino Raiola. Un bluff, che è tornato indietro come un boomerang. Da una parte Gigio confidava agli amici di avere solo il Milan nella testa, dall’altra il suo procuratore continuava a pretendere una commissione mostruosa. Ma Gazidis e Maldini non hanno ceduto ai ricatti: hanno offerto un ricchissimo...

di Giulio Mola

Sapeva Donnarumma. Il Milan lo aveva avvertito all’alba della primavera di non tirare troppo la corda. Che alla fine si è spezzata. Alla dirigenza rossonera, compatta e coerente sin dal primo momento, non è andato giù l’atteggiamento del portiere ma ancor di più del suo manager Mino Raiola. Un bluff, che è tornato indietro come un boomerang. Da una parte Gigio confidava agli amici di avere solo il Milan nella testa, dall’altra il suo procuratore continuava a pretendere una commissione mostruosa. Ma Gazidis e Maldini non hanno ceduto ai ricatti: hanno offerto un ricchissimo contratto (visti i tempi) al gigante di Castellammare, quindi hanno attuato la scelta più dolorosa ma inevitabile. Raiola è andato dettando invece le condizioni tramite i suoi cortigiani: "10 milioni, anzi 12 per Gigio e 20 di commissione per me". A quel punto il Milan non si è piegato e ha detto basta. Visto che Gigio non prendeva posizione, Maldini ha preferito puntare su un altro obiettivo: i buoni rapporti fra due proprietà amiche, quelle di Milan e Lille hanno favorito un’operazione che sembrava servisse solo a mettere pressione a Donnarumma. Invece i rossoneri avevano seriamente messo gli occhi sul numero uno dei neo campioni di Francia: trattativa avviata a marzo e chiusa prima ancora di avere in tasca il pass per la Champions, a condizioni economiche vantaggiose. Quindici milioni (bonus compresi) per il cartellino del 25enne Mike Maignan, e 2,5 milioni più bonus per cinque anni al portiere della nazionale transalpina sbarcato a Linate lunedì sera. Accelerazione necessaria per evitare le interferenze della Roma (e buttarsi su altre operazioni in entrata, gli svincolati D’Ambrosio, Hysaj e Giroud ma pure Ilicic e Orsolini). Così ieri il francese si è sottoposto alle visite mediche prima di far visita a Casa Milan. Sarà lui (che già da ragazzino, al Psg, mostrò di aver carattere mandando a quel paese Ibra) l’erede di Donnarumma. Il quale aveva avvertito l’ombra di Maignan, al punto da salutare domenica sera i compagni a Bergamo. Del resto il suo destino era nelle mani dell’ingombrante Raiola. Ecco, l’errore di Gigio è stato quello di non aver avuto il coraggio di mollare il suo agente quando avrebbe potuto, così come fece qualche anno fa Hamsik, che forse ha incassato meno ma torna a Napoli accolto dalla gente sempre come un eroe. Non accadrà a Gigio, che (forse) guadagnerà di più ma resterà ingrato e traditore agli occhi dei tifosi. Alla fine l’unico a non rimetterci (il Milan perde senza guadagnarci un euro uno dei migliori talenti italiani) è stato proprio Raiola: nell’era Fassone-Mirabelli riuscì a strappare un quadriennale da 7 milioni. Poi ha portato a scadenza Gigio per ottenere il massimo. Il delitto perfetto ai danni del Milan. Resta da capire dove finirà Donnarumma. Pare che ieri lui e Raiola sudassero freddo. Al Milan gli hanno suggerito di emigrare oltreconfine e il giocatore sa che indossare la maglia della Juve sarebbe un errore che nessuno gli perdonerebbe. La beffa dopo il danno.