Gianluigi Donnarumma, 22 anni, esulta: ha parato due rigori regalando agli azzurri il titolo europeo
Gianluigi Donnarumma, 22 anni, esulta: ha parato due rigori regalando agli azzurri il titolo europeo
Gianluigi Donnarumma, il re, le lacrime di sfogo alla fine di una cavalcata interminabile e il premio come miglior giocatore dell’Europeo. Le sue parate hanno regalato il titolo all’Italia, è lui il giocatore simbolo di questa vittoria nazionale. Lui ha scatenato la festa e i caroselli per le strade italiane. "Ce lo meritiamo tutti questo Europeo, noi siamo quelli che non molliamo mai. Nel pallone può capitare di prendere gol, ma siamo stati spettacolari e ci meritiamo tutto. Il paragone con Gigione (Buffon, ndr)? Lui è il più forte di tutti, io ho sempre cercato di farmi trovare pronto, ma lui è il numero uno. Vedremo dove arriverò io", così il 22enne di Castellammare di Stabia dopo la vittoria a Wembley contro...

Gianluigi Donnarumma, il re, le lacrime di sfogo alla fine di una cavalcata interminabile e il premio come miglior giocatore dell’Europeo. Le sue parate hanno regalato il titolo all’Italia, è lui il giocatore simbolo di questa vittoria nazionale. Lui ha scatenato la festa e i caroselli per le strade italiane. "Ce lo meritiamo tutti questo Europeo, noi siamo quelli che non molliamo mai. Nel pallone può capitare di prendere gol, ma siamo stati spettacolari e ci meritiamo tutto. Il paragone con Gigione (Buffon, ndr)? Lui è il più forte di tutti, io ho sempre cercato di farmi trovare pronto, ma lui è il numero uno. Vedremo dove arriverò io", così il 22enne di Castellammare di Stabia dopo la vittoria a Wembley contro l’Inghilterra.

"Siamo stati straordinari, non abbiamo mollato di un centimetro Come dice Acerbi... mancava un centimetro e ce l’abbiamo fatta. Ce l’abbiamo fatta partendo da zero, siamo una squadra fantastica e ci meritiamo questo successo", prosegue il neo portiere del Paris Saint Germain. "Il gol poteva ammazzarci, ma noi siamo sempre attenti e non molliamo mai". Un’immagine vale molto: poco prima dei rigori il suo vice, ma molto più esperto di lui, Sirigu si è avvicinato e gli ha dato le indicazioni su come muoversi: Gigio ha imparato in pochi secondi la lezione.

Poi c’è il nastro dei suoi numeri che si riavvolge. Ai quarti con il Belgio e in semifinale con la Spagna Donnarumma è stato autore di due parate eccezionali, consacrandosi poi con i calci di rigori a Wembley il migliore numero uno del mondo. Il destino s’è presentato allo stesso momento, tra il 20’ e il 25’, una fase molto critica nell’economia di una partita perché può dare un’impronta significativa agli equilibri. A Monaco di Baviera, è il 22’ quanto Kevin De Bruyne strappa, s’accentra, salta Bonucci e all’ingresso dell’area fa partire un sinistro violento e angolato: con la mano destra, Donnarumma cambia il destino di quel tiro e della partita. Stadio diverso, ma stesso discorso con la Spagna. A Londra le Furie Rosse pressano, bussano alla porta azzurra e al 25’ sembrano trovare il pertugio giusto per passare: batti-ribatti in area, la palla resta nella zona di Dani Olmo che, praticamente dal dischetto del rigore, calcia a botta sicura. Sicura, ma nemmeno troppo, perché Gigio vola di nuovo e stravolge un’altra volta il copione. Non sarà l’unica porta scorrevole di Wembley. Si va ai rigori: Morata sul dischetto, Donnarumma lo ipnotizza; poi Jorginho segna e via col "popopopopopo".

"Ho vissuto questo mese e mezzo con grande tranquillità, i compagni mi sono stati vicini e ho messo tutto da parte, dedicandomi a squadra e mister. L’esperienza conta, ho qualche anno in più rispetto all’estate del 2017. Da domani (oggi, ndr) parlerò", spiega Donnarumma. Ma c’è spazio per una dedica speciale: "Se sono il miglior giocatore del torneo è anche grazie a Bonucci e Chiellini". Umiltà e coraggio.

Eppure l’estate del Gigio nazionale era partita con i peggiori auspici, dopo il rifiuto del rinnovo del suo storico club, il Milan, che gli offriva 8 milioni all’anno, più la fascia di capitano, già indossata a lungo nell’ultima meravigliosa stagione finita col secondo posto e il ritorno in quella Champions che Gigio non ha mai giocato. Ma – incredibile – il ragazzo rifiuta gli 8 milioni. Dal mancato patto col Diavolo all’accordo con quel "demone" di Mino Raiola che lo convince di valerne almeno 12. Gigio silenzia il cuore e ascolta le ragioni del portafoglio che gli sussurra "se c’è chi te ne dà 12, vai da chi te li dà". E Donnarumma corre dal Psg. Ma ora è tempo di festeggiare e tornare al presente. Il futuro sarà sicuramente un (altro) successo.

red. spo.