di Giulio Mola Parigi finalmente, Milano (e l’Italia) sono ormai alle spalle. Un addio agrodolce. Senza lacrime ed evitando troppe spiegazioni, con una sola motivazione: "A volte è giusto scegliere di cambiare, di affrontare sfide diverse, crescere, completarsi". Dopo mesi di silenzi e presunti tormenti per un rinnovo mai firmato, dopo le parate decisive di Wembley che lo hanno portato sul tetto d’Europa, dopo i giorni della festa romana (con i complimenti di Mattarella e Draghi), Gigio Donnarumma, da sempre “allergico“ alle interviste, è uscito allo scoperto, con...

di Giulio Mola

Parigi finalmente, Milano (e l’Italia) sono ormai alle spalle. Un addio agrodolce. Senza lacrime ed evitando troppe spiegazioni, con una sola motivazione: "A volte è giusto scegliere di cambiare, di affrontare sfide diverse, crescere, completarsi". Dopo mesi di silenzi e presunti tormenti per un rinnovo mai firmato, dopo le parate decisive di Wembley che lo hanno portato sul tetto d’Europa, dopo i giorni della festa romana (con i complimenti di Mattarella e Draghi), Gigio Donnarumma, da sempre “allergico“ alle interviste, è uscito allo scoperto, con una lettera d’addio “social“ ai rossoneri che di fatto conferma quanto si sussurrava negli ultimi mesi: il pensiero di poter restare al Milan per diventarne la “bandiera“ è durato poco, poi il portiere ha scelto di andare nel club più ricco di campioni del mondo (il Psg) per ragioni di crescita professionale e (forse) personale. Anche per questione di portafoglio, vero, ma non solo. "Certe scelte sono difficili, ma fanno parte della crescita di un uomo. Sono arrivato al Milan che ero poco più di un bambino, per otto anni ho indossato questa maglia con orgoglio, abbiamo lottato, sofferto, vinto, pianto, gioito, insieme ai miei compagni, ai miei allenatori.... Resterò sempre un tifoso del Milan". Poi il cuore del messaggio: "Ora è arrivato il momento di salutarci, una scelta che non è stata semplice, anzi, e non basta un post per spiegarla perché i sentimenti più profondi difficilmente possono essere tradotti in parole".

Di certo si capisce meglio adesso perché trattenerlo era impossibile. Venderlo prima, quasi. E probabilmente anche i tifosi avrebbero preferito un commiato diverso, loro che si sentono “traditi“ dal beniamino cresciuto in casa. "Ti auguriamo il meglio", invece, la sintesi del saluto arrivato da via Rossi, mentre il giocatore, era accolto dalle note di “We are the Champions“ nella sua Castellammare di Stabia. Centinaia di supporter in delirio acclamare il Predestinato che da piccolo, quando giocava nel campetto di periferia, era stato segnalato ad appena 11 anni da un osservatore della Juventus prima di arrivare a Milano.

Qualche ora di meritato relax e poi, prima delle meritate vacanze, Gigio è volato ieri pomeriggio a Parigi, presentandosi vestito di scuro in sede verso le 17 per firmare un contratto da 12 milioni a stagione fino al 2026, oltre numerosi benefit: dall’autista personale ai biglietti aerei per l’Italia fino alla villa con piscina, anche se inizialmente il giocatore soggiornerà in hotel per poi trasferirsi con la fidanzata Alessia nel quartiere Neuilly-sur-Seine, lo stesso in cui abita l’ex interista Icardi. "Sono felice di far parte di questo grande club - le sue prima parole sotto la Torre Eiffel - Mi sento pronto per affrontare questa nuova sfida e continuare a crescere qui. Con il Paris voglio vincere e portare gioia ai tifosi".