di Leo Turrini Max Verstappen ha perso una corsa che aveva vinto. E Lewis Hamilton ha vinto una corsa che aveva perso. Strano? Sì, ma la Formula Uno è fatta così. Nel bene e nel male, intendiamoci. Il giallo. Ma cosa è accaduto, di preciso? Seguitemi con pazienza, perché questo è un viaggio tra cavalli e cavilli. Allora, in Bahrain (come su altri circuiti) ai piloti è imposto di non mettere le ruote oltre certi limiti della pista. Questo nelle prove: se lo fai, ti viene tolto il tempo. Ma in gara, che succede? In gara, attenzione!, chi guida può... debordare....

di Leo Turrini

Max Verstappen ha perso una corsa che aveva vinto. E Lewis Hamilton ha vinto una corsa che aveva perso. Strano? Sì, ma la Formula Uno è fatta così. Nel bene e nel male, intendiamoci.

Il giallo. Ma cosa è accaduto, di preciso? Seguitemi con pazienza, perché questo è un viaggio tra cavalli e cavilli.

Allora, in Bahrain (come su altri circuiti) ai piloti è imposto di non mettere le ruote oltre certi limiti della pista. Questo nelle prove: se lo fai, ti viene tolto il tempo. Ma in gara, che succede? In gara, attenzione!, chi guida può... debordare. Andare oltre le strisce. Ad una condizione: di non trarre vantaggio sui concorrenti. E qui casca l’asino, cioè il povero Verstappen.

Il sorpasso. Nel finale, la Red Bull dell’olandese è piombata addosso alla Mercedes di Hamilton. L’olandese era più veloce. E si è lanciato all’attacco. In curva 4, Verstappen ha sorpassato Lewis. Una manovra spericolata. Eseguita sfruttando ogni centimetro d’asfalto. Anche i... centimetri proibiti.

La radio. A quel punto, la corsa era decisa. Ma la giuria aveva un codice da far rispettare. L’olandese aveva tratto vantaggio dalla... esagerazione, dunque doveva restituire la posizione al campione del mondo la posizione indebitamente guadagnata.

Appena ricevuta la comunicazione dai giudici, il muretto Red Bull ha informato Max. Che, si può immaginare con quanto entusiasmo, ha ubbidito come Garibaldi dopo l’ordine ricevuto da Vittorio Emanuele II.

I dubbi. Ma era inevitabile? I Bibitari non avrebbero potuto aspettare la bandiera a scacchi? A quel punto, sarebbe scattata una sanzione cronometrica e Hamilton sarebbe stato proclamato vincitore a tavolino. Con inevitabile codazzo di polemiche.

Le reazioni. Toto Wolff è stato onesto, dopo: "Stavolta il Dio delle corse ci ha dato una mano". Chris Horner, il boss della Red Bull, non ha calcato la mano: "C’è una regola, peccato per Max, meritava di vincere".

Verstappen ha puntato il dito sugli equivoci: "In prova sapevamo che non si poteva varcare certi limiti in pista, pensavo valesse anche per la gara, poi ci hanno detto che in corsa si poteva. Ma in realtà non si poteva in caso di sorpasso, così ho restituito il primo posto. È chiaro che non posso essere contento". Ovviamente tranquillo Hamilton: "È stata una grande battaglia, l’ho spuntata, sarà un campionato molto eccitante".

Verdetto. Io credo che questo sia il classico caso in cui forma e sostanza entrano in rotta di collisione. Mi spiego: la regola esiste. Ma è moralmente giusta? La Formula Uno non dovrebbe essere l’esaltazione della audacia? L’istinto di un pilota può essere punito quando da una manovra fantastica non derivano conseguenze pericolose? Alla fine della fiera, con tutto il rispetto per Hamilton, beh, io penso che a Sakhir il Gran Premio lo abbia vinto Max Verstappen. Anche se l’albo d’oro racconta un’altra verità.