di Luca Talotta Regna ottimismo dalle parti di via Aldo Rossi ma di certo quella parola, cancro, lascia sempre timori. Nessuno ha paura perché Ivan Gazidis da Johannesburg è un leone e, come tale, lotterà. Ma è inutile negare l’evidenza: fintanto che non ci sarà la prognosi di totale guarigione la preoccupazione non lascerà mai Casa Milan. Lì da dove, nel pomeriggio di ieri, è arrivato un comunicato che comunque precisava come "... I medici prevedono che si riprenderà completamente....

di Luca Talotta

Regna ottimismo dalle parti di via Aldo Rossi ma di certo quella parola, cancro, lascia sempre timori. Nessuno ha paura perché Ivan Gazidis da Johannesburg è un leone e, come tale, lotterà. Ma è inutile negare l’evidenza: fintanto che non ci sarà la prognosi di totale guarigione la preoccupazione non lascerà mai Casa Milan. Lì da dove, nel pomeriggio di ieri, è arrivato un comunicato che comunque precisava come "... I medici prevedono che si riprenderà completamente. Ivan rimarrà operativo durante le necessarie cure".

Dopo una vita nello sport, alla guida di grandi club, ora l’avversario per Ivan Gazidis sarà davvero duro: un cancro alla gola. Lui, Ivan, però vuole far sentire forte la sua voce, in barba al suo male che, giochi del destino, si trova proprio lì da dove si protrae la parola: "Certamente, non c’è mai un buon momento per una diagnosi di cancro – si legge nel comunicato diffuso sempre dal Milan – ma fortunatamente sembra una forma molto curabile. Mi seguirà una equipe medica di alto livello e ho il supporto dei miei cari e di tutti i colleghi e collaboratori del Club: sono fiducioso, sulla base di tutti i primi consulti medici, che il tumore sarà trattato con successo, con un completo recupero".

Regna fiducia, dunque. Tanto che Gazidis si spende anche in consigli pratici alle persone che seguono lui e il Milan ("Mi sento di incoraggiare veramente tutti a dare priorità alla propria salute e di non sottovalutare la prevenzione"). La sua ultima uscita ufficiale solo il 10 luglio scorso quando, ospite alla Milano Jumping Cup all’Ippodromo Snai San Siro in compagnia del Ceo Corporate dell’Inter Alessandro Antonello, si era protratto in complimenti nei confronti dell’organizzazione dell’evento ippico con relativo pranzo all’aperto, sorrisi e clima disteso.

Ora questo nuovo impegno, gravoso, che lo terrà lontano dai campi di gioco e dalle scrivanie. Per quanto tempo ad oggi è difficile dirlo, ma sicuramente il suo lavoro non si fermerà, anzi. Lui che, abituato a rimanere sempre e comunque attivo, cercherà ancora di portare avanti il lavoro per il quale, il 5 dicembre 2018, Elliott lo volle al Milan in qualità di amministratore delegato: riportare il club rossonero lì dove merita. Un compito non semplice ma alla portata di chi, come Gazidis, nella sua carriera è stato vice commissario della Mls e amministratore delegato dell’Arsenal per nove anni. Anche se ora il nemico è invisibile e fa paura.