Italo Cucci

Non si piaceva più, Gattuso, soffriva l’ambigua solidarietà e commiserazione di De Laurentiis, la carità pelosa di pochi disperati supporter: s’è tolto la barbaccia da brigante della Sila e con la faccia pulita, giusto un pizzetto da moschettiere, ha fatto fuori l’antico compagno di giochi, Mastro Pirlo, e la sua arrembante Juventus, mostrandogli d’avere quello che lui ancora non ha: l’amore della squadra. Non è amore quello di Ronaldo, ieri preoccupato solo di se stesso, distaccato, quasi impotente, inutile come Chiesa e Bernardeschi e Morata (che almeno ci ha provato) è certo amore quello d’Insigne che ha colto il gol numero 100 su calcio di rigore tirato, dopo i passati errori, con la complicità del mister, che ha voluto accanto a sé il piccolo eroe di Frattamaggiore come lui contestato, deriso, scaricato. Perché a Napoli - vedi l’ultimo, Quagliarella, ma anche il primo, Totó Juliano - i napoletani non piacciono. È amore quello di Lozano, che completa il match a zoppogalletto cercando il gol, come aveva fatto contro l’Atalanta.

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