Filippo Ganna, 24 anni, è campione del mondo in carica. a cronometro: ma le sue potenzialità sono ancora inesplorate
Filippo Ganna, 24 anni, è campione del mondo in carica. a cronometro: ma le sue potenzialità sono ancora inesplorate
di Angelo Costa Per continuare la vita in rosa sulle strade della sua terra, Pippo Ganna è disposto a tutto: anche a far lo sprint. Non si butta in quello che vale la tappa, ma mette nel mirino quello che 25 chilometri prima del traguardo, a Vercelli, assegna tre secondi di abbuono: li prende lui, rimontando Evenepoel con una facilità persino imbarazzante, rinforzando così quella maglia di leader che gli sta così bene addosso. E’ l’unico sussulto che la prima domenica del Giro regala in mezzo a tanti sbadigli, ma ne vale la pena:...

di Angelo Costa

Per continuare la vita in rosa sulle strade della sua terra, Pippo Ganna è disposto a tutto: anche a far lo sprint. Non si butta in quello che vale la tappa, ma mette nel mirino quello che 25 chilometri prima del traguardo, a Vercelli, assegna tre secondi di abbuono: li prende lui, rimontando Evenepoel con una facilità persino imbarazzante, rinforzando così quella maglia di leader che gli sta così bene addosso. E’ l’unico sussulto che la prima domenica del Giro regala in mezzo a tanti sbadigli, ma ne vale la pena: Ganna non è solo il simbolo della corsa, ma anche di un’Italia che in bici sta rialzando la testa.

"Ho voluto fare il traguardo intermedio per togliere l’abbuono ad altri corridori, pensando ai prossimi giorni quando i miei compagni Bernal e Sivakov si batteranno per la maglia rosa. Ho visto che anche Evenepoel ci stava provando, così mi sono mosso. Io e Moscon (terzo, ndr) abbiamo fatto un buon lavoro", è la versione di Ganna, che scende dalla bici a tinte rosa sfoggiata per l’occasione come se fosse reduce da un aperitivo in una piazza del centro e non da un finale a sessanta orari, dove vola di tutto, dalle borracce alle gomitate, e dove lui tiene sempre la faccia davanti, per evitare di rimetterci il primato con qualche contrattempo e soprattutto proteggere col proprio fisicone il leader designato della squadra, Bernal.

Ganna uomo copertina del Giro e di un ciclismo italiano partito dal Piemonte con il piede giusto. Almeno stando ai numeri: tre nei primi dieci (e sette nei primi venti) nella crono di sabato dominata dalla premiata ditta Pippo&Affini, cinque nei primi dieci nello sprint inaugurale, per quanto senza vittoria. Dietro Merlier ci sono un Nizzolo pimpante e un Viviani costretto a fare due volate perché gli frenano davanti: è comunque un segnale di presenza. Come sono presenti Moschetti, Fiorelli e Cimolai in una volata dove Sagan, primo candidato per la tappa di oggi, non trova la rampa di lancio giusta e dove invece il favorito Caleb Ewan apre l’elenco dei dispersi. Si tratti o meno dell’effetto di una maglia rosa italiana, lo dirà la strada.

E’ un altro giorno da Ganna e se ne accorge anche il diretto interessato, attraversando una bella fetta di Piemonte in mezzo a un popolo che lo acclama. "Mi è piaciuto sentire la folla della mia terra gridare il mio nome lungo la strada", è il pensiero del granatiere rosa. Chissà se gli è piaciuto vedere l’affollamento nell’ultimo chilometro, una vera e propria curva da stadio che fa nascere un dubbio: gli assembramenti che dovrebbero essere evitati, e che in occasione dei festeggiamenti per lo scudetto dell’Inter sono finiti sul banco degli imputati, al Giro sono consentiti?