di Mattia Todisco La trattativa prosegue. Bc Partners e Suning non sono ancora arrivati alla fine del percorso, tutt’altro. Il fondo londinese continua a spulciare tra i conti dell’Inter, ha un’esclusiva per poterlo fare in solitaria fino ai primi di febbraio, dopodiché farà presumibilmente un’offerta per la maggioranza delle quote. Sarebbe la fine dell’era Zhang dopo quattro anni e mezzo. Tra gli ex interisti che hanno avuto modo di lavorare con la famiglia cinese c’è Fabio Galante, chiamato come altri giocatori del passato nerazzurro a rappresentare la società. "Al momento gli eventi sono bloccati a causa del Covid – racconta Galante -....

di Mattia Todisco

La trattativa prosegue. Bc Partners e Suning non sono ancora arrivati alla fine del percorso, tutt’altro. Il fondo londinese continua a spulciare tra i conti dell’Inter, ha un’esclusiva per poterlo fare in solitaria fino ai primi di febbraio, dopodiché farà presumibilmente un’offerta per la maggioranza delle quote. Sarebbe la fine dell’era Zhang dopo quattro anni e mezzo. Tra gli ex interisti che hanno avuto modo di lavorare con la famiglia cinese c’è Fabio Galante, chiamato come altri giocatori del passato nerazzurro a rappresentare la società.

"Al momento gli eventi sono bloccati a causa del Covid – racconta Galante -. Io sono stato con il presidente Steven a Shanghai a Expo 2019, posso assicurarvi che finché non c’è stata la pandemia è stato molto presente. Bisogna però capire se ora il governo cinese gli sta dando o meno la possibilità di fare certe cose".

Come vede questa trattativa? "È normale chiedere l’intervento di qualcun altro se si ritiene di averne necessità, se poi sia un cambio alla maggioranza oppure no non ne ho idea. La mia speranza, dato che non stiamo parlando di una squadretta ma una delle più titolate al mondo, è che l’Inter resti a determinati livelli".

Ai tempi in cui era calciatore, con presidenti come Moratti, avvertiva una situazione diversa?

"Non c’era solo Moratti, in generale tutte le squadre erano in mano a delle grandi famiglie: Spinelli, Cecchi Gori, Sensi, Mantovani, più tardi i Della Valle. Io mi fido più di una persona che quotidianamente viene al campo e sai cosa può dare, però ci si deve adattare al mondo che va avanti. Oggi una famiglia non riesce a tenere una squadra a certi livelli. Bisogna avere fortuna sul fatto che i fondi o comunque gli acquirenti non facciano scherzi".

Anche perché sul campo le cose vanno bene per l’Inter. Quanto il risultato con la Juve è merito dei nerazzurri e quanto demerito dei bianconeri?

"Io parto sempre dal presupposto che valgano più i meriti di chi vince. Vediamo che ci sono risultati strani da quando si gioca senza pubblico, ma l’Inter ha portato a casa la vittoria perché ha giocato meglio".

Il fattore stadi vuoti sta influendo?

"Secondo me fa cambiare una buona dose di risultati, diciamo il 60-70%. Non mi spiego l’Atalanta che perde in casa 5-0 con il Liverpool e poi vince 2-0 ad Anfield Road. Lo stesso vale per quanto accaduto tra Barcellona e Juventus tra andata e ritorno. Oppure lo Spezia che vince a Napoli piuttosto che a Roma". Crede che questo stia influenzando anche la capolista Milan, in positivo?

"Dico che secondo me, col pubblico presente, Leao non fa gol a Reggio Emilia dopo sei secondi. Perché il pubblico ti dà una sveglia. Ci sono troppi errori dovuti alla mancanza di concentrazione".

È sorpreso dall’exploit dei rossoneri?

"Penso che nessuno si aspettasse il Milan primo alla fine del girone d’andata. Ha sorpreso tutti. Ora anche loro sono super convinti di poter arrivare in fondo. Ibrahimovic a 40 anni fa ancora la differenza, però vedo favorita l’Inter, con la Juventus che ha possibilità di tornare. Le altre mi sembrano tutte un po’ un punto di domanda. La Roma ha cominciato a perdere qualche partita e anche l’Atalanta ha rallentato contro Genoa e Udinese quando avrebbe potuto spiccare il volo".