di Paolo Franci Anche nelle più rivoltanti oscenità messe in opera dal genere umano c’è un lato positivo. E allora noi ci teniamo stretto, quanto di buono è successo a Parigi, al Parco dei Principi, durante Psg-Basaksehir. Perchè a un arbitro che si macchia di razzismo, le due squadre hanno risposto con un gesto che è già entrato nella storia del pallone. Sì, i calciatori hanno lasciato il campo voltando le spalle a chi non avrebbe diritto di essere lì, in mezzo a quei ragazzi che portano la ’pecetta’...

di Paolo Franci

Anche nelle più rivoltanti oscenità messe in opera dal genere umano c’è un lato positivo. E allora noi ci teniamo stretto, quanto di buono è successo a Parigi, al Parco dei Principi, durante Psg-Basaksehir. Perchè a un arbitro che si macchia di razzismo, le due squadre hanno risposto con un gesto che è già entrato nella storia del pallone. Sì, i calciatori hanno lasciato il campo voltando le spalle a chi non avrebbe diritto di essere lì, in mezzo a quei ragazzi che portano la ’pecetta’ "Respect" sulla maglia, il messaggio universale dell’Uefa contro ogni forma di razzismo, abuso o violenza. Un gesto che il presidente turco Erdogan – certo non un amico del dirimpettaio francese Macron – ha approvato e applaudito, invitando l’Uefa ad "agire".

Secondo quanto appreso, nei concitati momenti che hanno portato all’interruzione della partita al 13’, il quarto uomo romeno Sebastian Clotescu avrebbe dato del ’negro’ al camerunense Achille Webo, assistente dell’allenatore turco. Il sito de ’L’Equipe’ ha ricostruito l’accaduto sottolineando come, nel momento in cui l’arbitro Hategan (al Var c’era il nostro Di Bello) stava per espellere Webo per proteste, sia successo il finimondo. E cioè, una volta espulso Webo si sarebbe infuriato rivolgendosi a Clotescu:"Perché hai detto negro?! Perché dici negro?!". A quel punto sarebbe intervenuto Demba Ba, attaccante del Basaksehir: "Perché ti riferisci alle persone di colore chiamandole ‘this black guy’, mentre per i bianchi non dici ‘this white guy’ ma solo ‘this guy eh!? Dimmelo, forza?!". E da lì, il capannello s’allarga. I giocatori discutono. C’è chi scuote la testa, chi serra le mascelle ed è come se sparissero i colori dalle maglie per dare spazio ad un’unica squadra contro quel comportamento inaccettabile. Arrivano Neymar, Mbappè, Leonardo, mentre i turchi sfilano verso gli spogliatoi. I giocatori del Psg non ci pensano un secondo e li seguono. Mentre le squadre escono dal campo, dagli spalti deserti arrivano gli applausi delle due delegazioni, perchè ’uniti contro il razzismo’ non è e non può essere solo quella ’pecetta’ cucita sulle maglie. Uniti contro il razzismo è quello che hanno fatto i giocatori di due squadre che giocano laChampions League, con un gesto che per qualche istante ha cancellato il peso delle star del pallone, da Neymar a Mbappè, per ricordare al mondo che siamo tutti uguali, dal Fenomeno brasiliano fino all’ultimo dei ragazzi in panchina.

Oggi alle 18,55 il match riprenderà da dove si è interrotto. Così ha deciso la Uefa a tarda sera, che ha annunciato "un’indagine approfondita".