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Tocca a Filippo Inzaghi riaccendere e rilanciare il Bologna dopo una stagione deludente, chiusa a 39 punti al termine di una stagione in cui l'obiettivo era il decimo posto. Giorno di presentazione per il nuovo tecnico rossoblù che prende di petto la sua missione: "Ho una sola promessa da fare: voglio rendere orgogliosa la gente di noi, della squadra, dei giocatori. Bologna è tutto ciò che potevo desiderare. L'avevo sfiorata da giocatore, nell'anno in cui andai all'Atalanta e mi laureai capocannoniere (stagione 1996-97 ndr). Da avversario sono stato scomodo. Da allenatore sarò duro solo con coloro che non si renderanno conto della fortuna che hanno a essere qui: chi non pedala starà a guardare. Io darò l'esempio lavorando 12 ore al giorno. Ringrazio la società che mi ha scelto e aspettato". La dirigenza è certa che SuperPippo sia l'uomo giusto al posto giusto. A garantirlo è l'amministratore delegato Claudio Fenucci: "L'umiltà e la voglia che ha dimostrato attraverso il suo percorso, insieme ai risultati ottenuti (un campionato di serie C nel vinto e la serie A sfiorata con il Venezia ndr), non voglio che nessuno mi possa togliere questa serie". Il tecnico lancia le sue sfide. In primis ai giocatori: "Le mie porte sono aperte a tutti. Sono convinto che ci siano giovani di valore e giocatori d'esperienza tosti. Starà a me tirare fuori da ciascuno il meglio e individuare il sistema di gioco che esalti le qualità di tutti. Tutti dovranno guadagnarsi il posto e dimostrare fame e voglia. Chi non le ha può andare". Sfida lanciata anche agli avversari: "Non vedo l'ora di affrontare mio fratello Simone, spero di incontrarlo già alla prima giornata. Poi ritrovo Gattuso e Ancelotti. Sarà bello affrontarli e io sono pronto a studiare e lavorare per essere all'altezza". All'altezza di un Bologna che è destinato a crescere esponenzialmente: "Ho detto a patron Saputo che dobbiamo puntare all'Europa da qui a qualche anno. Queste devono essere le nostre ambizioni". E il mercato? "La squadra sarà rinforzata. Serve solo un po' di pazienza. Sono convinto che possiamo fare molto bene: è per questo che ho scelto Bologna per tornare in serie A, perché so di giocarmi molto e di non poter sbagliare".
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