Sebastian Vettel e Lewis Hamilton sul podio in Canada (Ansa)
Sebastian Vettel e Lewis Hamilton sul podio in Canada (Ansa)

Roma, 12 giugno 2019 - L’onda lunga del caso Vettel continua ad agitare la F1. Mentre a Maranello il direttore sportivo della Ferrari, il francese Mekies, prepara il ricorso contro la sentenza che a tavolino ha assegnato la vittoria in Canada a Lewis Hamilton, non si placano le polemiche. Ieri sull’argomento si è sentita anche la voce del padrone. Che sarebbe poi Liberty Media, la società americana che ha comprato da Bernie Ecclestone il business dei Gran Premi.

"Trasparenza". L’uomo forte di Liberty Media è, per le questioni sportive, mister Ross Brawn. Un pezzo da novanta: Brawn era il direttore tecnico della Ferrari di Schumi e ha vinto anche un mondiale con la macchina che portava il suo nome. Il manager britannico non ha nascosto l’esigenza di intervenire su regole che consentono verdetti come quello di Montreal. "Posso capire come si sentono Vettel e la Ferrari – ha detto Brawn –. Conosco anche la serietà dei commissari, chiamati a prendere decisioni difficili in un breve lasso di tempo. Non c’è nulla di sinistro dietro la loro sentenza, sulla quale non mi esprimo. Ma capisco la gente quando non vince il Gran Premio chi ha tagliato il traguardo per primo. Ecco perché la trasparenza è importante, possiamo lavorare con la federazione internazionale perché certe decisioni siano spiegate meglio ai tifosi, chiarendo approfonditamente le ragioni di una sanzione". Proprio quello che è mancato a Montreal.

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Pirro. "Non è stato facile, non ci ho dormito la notte, sono italiano e tifo Ferrari ma abbiamo preso la decisione giusta, in nome della sicurezza": così Emanuele Pirro, membro italiano della giuria, continua a difendere l’operato suo e dei commissari, dicendosi amareggiato per le dure posizioni assunte da Mario Andretti e Nigel Mansell, rimproverati per non aver compreso che i tempi sono cambiati.

La petizione. Intanto sul web è stata lanciata una petizione, destinataria la Fia, con la quale si chiede di ripristinare il verdetto della strada. In poche ore tantissime firme, raccolte on line non solo in Italia.

L'appello. Ma non saranno le proteste popolari ad incidere sul destino del reclamo che la Ferrari sta predisponendo. I margini per un ribaltone in sede giudiziaria sono strettissimi: le norme sono molto rigide e il Tribunale d’Appello dovrebbe darne una interpretazione "creativa" per restituire a Seb Vettel ciò che era suo. Lunghi anche i tempi: difficilmente si arriverà ad una sentenza prima di luglio, anche se politicamente la federazione Internazionale avrebbe ora tutto l’interesse a chiudere in fretta l’imbarazzante vicenda. Di sicuro prima del Gp di Francia i piloti saranno chiamati a confrontarsi tra loro sulla applicazione delle regole relative alle manovre in pista.

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