Nemmeno si può parlare di sorpresa. Era chiaro da maggio, da quando venne annunciato in anticipo il divorzio, che tra la Ferrari e Seb Vettel si sarebbe consumata una stagione difficile. Malinconicamente, da separati in casa. Sta puntualmente accadendo. I numeri. Dopo cinque Gran Premi, il tedesco è in coda alle classifiche. Tra Spielberg, Budapest e Silverstone, il quattro volte iridato ha raccolto appena dieci punti. Invece Leclerc ne...

Nemmeno si può parlare di sorpresa. Era chiaro da maggio, da quando venne annunciato in anticipo il divorzio, che tra la Ferrari e Seb Vettel si sarebbe consumata una stagione difficile. Malinconicamente, da separati in casa.

Sta puntualmente accadendo. I numeri. Dopo cinque Gran Premi, il tedesco è in coda alle classifiche. Tra Spielberg, Budapest e Silverstone, il quattro volte iridato ha raccolto appena dieci punti.

Invece Leclerc ne ha messi insieme 45. Più del quadruplo. La differenza, al netto della debolezza di una monoposto scadente, è troppo grossa. Persino per chi, come l’autore di queste righe, reputa fuori discussione il talento, enorme, di Carletto.

L’errore. Vettel sembra sconsolato, quasi rassegnato ad una deriva senza sbocchi. Ieri un ulteriore esempio: l’autogol in partenza, un testacoda innescato da un cordolo. Già la dodicesima posizione ottenuta in qualifica non era granché, ma dopo mezzo chilometro Seb era addirittura ultimo...

L’accusa. Via radio, un desolato Vettel ha poi trovato modo di rimproverare il muretto Rosso per la gestione delle soste. Due per lui, contro l’unica effettuata da Leclerc.

"Avete fatto il contrario di quello che avevamo deciso nel pre gara – ha esclamato il tedesco – Sono cose che non capisco".

Alla fine, dopo un anonimo dodicesimo posto, Seb ha ribadito la tesi: non era contento delle scelte che lo hanno riguardato.

La difesa. Mattia Binotto ha respinto, sia pure con garbo, la contestazione al mittente. "Purtroppo la gara di Vettel è stata compromessa dal testacoda iniziale – ha spiegato il team principal –. La strategia che abbiamo adottato non lo ha danneggiato. È chiaro che dobbiamo aiutarlo a superare questo momento, comprendo il suo stato d’animo, nessuno in Ferrari è contento dei risultati di questa stagione".

Il futuro. Ora si tratta di capire come si possa sviluppare la relazione tra le parti. Alla Ferrari, che con questa SF1000 non può coltivare sogni di gloria, non conviene una rottura anticipata. A Vettel, che incassa all’incirca 40 milioni di euro, nemmeno.

Ma ci sono scenari che non possono essere esclusi a priori. In caso di brusca separazione, il terzo pilota della Rossa è Antonio Giovinazzi, attualmente all’Alfa Romeo...